Sep
10

di Nicoletta Farmeschi
Scuola Primaria L.Santucci
Istituto Comprensivo di Castel del Piano (Grosseto)
http://lnx.martinifrancesco.net/wordpress/
www.ovannini.it/

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In una visione futuristica degli ebook, i testi digitali avranno potenzialità maggiori: si può immaginare facilmente una interattività molto più ampia di quella finora vista. Sicuramente sarà possibile non solo collegarsi ad un link di internet durante la lettura, ma anche visionare video, ascoltare brani musicali o una spiegazione supplementare del docente: perché no?

Alcuni ebook contengono già questi elementi. In fondo da un libro virtuale quale l’e-book, soprattutto se scolastico, non ci si aspetta di certo, di avere solo la trasposizione del testo stampato, ma almeno la possibilità di interagire con la narrazione. Proporrà anche una lettura non lineare, sicuramente ipertestuale, legata più ad un concetto di mappa e non di successione, che potrebbe disorientare gli “immigrati digitali”, ma non certo di “nativi digitali”.
Per chi frequenta i mondi virtuali (SL, AW…) non è difficile immaginare che in futuro prossimo, da un ebook sarà anche possibile “entrare” in un ambiente 3d che consentirà di “vivere” in prima persona ciò che i nostri alunni devono capire ed apprendere. Non è forse inutile spendere due parole a favore della didattica dei mondi virtuali, non troppo conosciuta, ma che si sta facendo avanti poco alla volta come un potente strumento: i docenti potranno utilizzarlo per consentire agli alunni di riappropriarsi di una concretezza che già a partire dalla prima, con l’apprendimento della lettura e della scrittura, viene a scemare gradatamente fino a sparire del tutto. Il valore aggiunto è proprio nella possibilità di “costruire la conoscenza” in modalità collaborative.

Nelle mie classi da diversi anni sperimentiamo l’uso didattico dei mondi virtuali e questa dell’utilizzo didattico delle ricostruzioni archeologiche è una sola delle esperienze realizzate, forse una delle più semplici ma di certo è piuttosto significativa per capire a cosa possono servire i mondi virtuali.
Anna Rita Vizzari l’anno scorso ha ricostruito una zona archeologica in un mondo 3d promosso dall’Ansas di Firenze. Nella mia idea di avvio alla storia della classe 3°, una “visita” al suo ambiente era proprio l’ideale: infatti i bambini stavano apprendendo cosa si intende per “fonti della storia”, cosa sono i reperti archeologici, come vengono trovati e trattati dagli archeologi. In pratica stavano muovendo i primi passi confrontandosi con concetti non tanto semplici a questa età.

Dopo una spiegazione sommaria tratta dal sussidario siamo passati alla visita in Second Learning World, una piattaforma simile a Second Life, che, grazie ad Andrea Benassi è aperta alla sperimentazione di un gruppo di docenti, i quali vi lavorano silenziosamente dal 2009. In questa realtà virtuale i bambini visitano la zona dedicata ai giochi archeologici, partecipando attivamente al riconoscimento dei vari reperti ricostruiti in 3d e visitando la zona subacquea, che mostra come potrebbe essere davvero una ricerca sottomarina se fossero loro stessi degli archeologi. Vi sono anche gli strumenti che si potrebbero utilizzare. La “gita” è resa più interessante da una caccia al tesoro e da un museo carico di reperti con le note informative da studiare.

Durante la lezione, l’entusiasmo dei bambini è alle stelle! Gli occhi sono concentrati sulle immagini della realtà virtuale sul videoproiettore, le orecchie “ben aperte” all’ascolto e il silenzio è interrotto solo dalle domande pertinenti o esclamazioni sorprendenti per i bambini di quell’età che mai potrebbero dal vero realizzare un’esperienza simile, documentata per questo in un video:

E’ evidente che in questo caso la concretezza è alla base di una didattica efficace ed ecco che la ricostruzione di Anna Rita Vizzari non è un esempio di bravura in quella strana e nuova “disciplina” che si chiama “build”(*), ma piuttosto un luogo da utilizzare nell’ambito dell’apprendimento della storia. Molti altri sono gli ambienti didattici che si potrebbero usare a questo scopo: a Scuola3d , il mondo di derivazione Active World, aperto a tutti i docenti dall’Istituto Pedagogico di Bolzano, ci solo Il parco della Preistoria, il Neolitico e il Paleolitico, la città dei Fenici, i Templi greci; a SecondLife, Stonehenge, il Colosseo e tante altre zone archeologiche che attendono solo i nostri alunni, e che sostituiranno ampiamente e senza rimpianti le scarne e talvolta insignificanti illustrazioni dei nostri sussidiari di storia.

Conclusione
Immaginiamo di avere tutto questo in un e-book: secondo voi è troppo? Per quanto mi riguarda, penso che la realtà dei testi digitali del futuro, supererà la fantasia!

(*) Per build si intende la capacità di costruire oggetti 3d in SecondLife.

Mini-sitografia consigliata “per avere un’idea di cosa sia la didattica dei mondi virtuali” su: Delicious.

Utilizzo didattico delle ricostruzioni archeologiche in Second Life, ossia, come entrare in e-book del futuro by Nicoletta Farmeschi is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.
Permissions beyond the scope of this license may be available at nicomarti0@gmail.com.

One Response to “Utilizzo didattico delle ricostruzioni archeologiche in Second Life”

  1. Emilio Rossi
    June 4th, 2014 @ 10:21 am

    Un articolo molto utile e interessante. Nella pagina seguente che vi metto il link troverete un infomazione molto ampia per le costruzioni in 3D.
    http://www.webdomus.net/category/i-motori-rendering/
    Spero di esservi stato utile a tutti.

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