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Le mappe digitali nella didattica, tra testo e contesto
postato da ebookfest2010 in 2° giorno, Castello Malaspina, sala dei capitelli, M. G. Fiore, Seminari
di Maria Grazia Fiore
docente e formatrice
Università degli Studi di Foggia
Blog personale: Speculum Maius
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Questo contributo nasce sotto forma di mappa perché io… ragiono con le mappe, come acutamente hanno osservato alcune mie alunne qualche anno fa. Di conseguenza, in questa prima versione dei liquefAtti, ho deciso di non stravolgere la natura non-lineare del testo, lasciando al lettore il piacere dell’esplorazione e della selezione dei significati.
I nuclei attorno a cui si articola il contributo (fruibile sia nel formato mappa e qui nella versione lineare-testuale automaticamente creata da Mindomo) sono quattro, non necessariamente da approfondire in quest’ordine:
“Ragionare con le mappe” è un’eccezione?
In cui si accenna alla teoria della Gestion Mentale di Antoine de la Garanderie e alle sue implicazioni circa la scelta dei supporti percettivi utilizzati nell’insegnamento.
Il primato del testo a stampa nell’insegnamento
In cui si affronta il problema metodologico legato al primato del libro di testo nell’insegnamento istituzionale e alla necessità di recuperare un concetto di scrittura che vada oltre il confine limitato e onnicomprensivo della trascrizione, chiamando in causa la semiotica di Charles Peirce.
Pensiero visivo e apprendimento
Nell’ambito della cultura occidentale, il pensiero visivo e le sue peculiarità nel processo d’apprendimento non godono di particolare considerazione, relegati nell’alveo di una fase propedeutica allo sviluppo del pensiero astratto e spesso ridotto a “ciambella di salvataggio” da lanciare a quest’ultimo quando è in difficoltà.Nel processo di rivalutazione (almeno a parole) di cui la comunicazione a base visiva sta godendo in questi ultimi decenni, un ruolo importante (anche se non sempre esplicito) lo hanno svolto teorie come quella delle intelligenze multiple di Howard Gardner e la diffusione (inizialmente soprattutto nell’ambito del knowledge management) della tecnica del mapping (e software annessi) per rappresentare la conoscenza attraverso mappe concettuali (Novak) e/o mentali (Buzan). Per chi si occupa di formazione in Rete, preziose indicazioni sono invece derivate da ricerche come quelle di Richard Mayer – relative a come rendere efficace una comunicazione didattica in ambienti digitali, evitando il sovraccarico cognitivo – o quelle di architetti dell’informazione come Peter Morville, sui prodotti visivi per la user experience.Personalmente, però, credo che tutte le teorie e le pratiche pensate da una mente “neurotipica” – abbiano bisogno di un confronto e di un’integrazione con i suggerimenti che derivano dalle descrizioni di chi ha un pensiero visivo “puro” come Temple Grandin. In “Pensare in immagini”, l’autrice – autistica – ben descrive (soprattutto nel primo capitolo) una modalità di pensiero che procede secondo una logica associativa in cui le parole devono essere “tradotte” in suoni e immagini per essere comprensibili.Per chi si occupa di apprendimento, rendersi conto delle difficoltà insite nei processi di astrazione e simbolizzazione su cui si basano i percorsi di insegnamento/apprendimento tradizionali è un ottimo esercizio per cominciare a porsi il problema della scelta delle risorse visive per l’apprendimento e della loro pertinenza rispetto agli obiettivi che ci si è preposti e agli stili cognitivi individuali.
Questioni da porsi e qualche esperimento…
In cui evidenzio qualche questione da tenere a mente sui contenuti affrontati e descrivo (e propongo) qualche esperimento in cui ho cercato soluzioni alternative ai testi a stampa per l’apprendimento.
Biblio-sitografia presente su: aNobii e Delicious.
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Note:
Se non avete mai navigato in una mappa di Mindomo, i tutorial-video in pillole sull’argomento potrebbero essere utili. Vi consiglio di aprire un ramo per volta e di richiuderlo per esplorare più agevolmente la mappa, in cui ogni icona rappresenta una risorsa. Se avete una LIM e potete usarla, fatelo: potrete apprezzare questo testo-contesto non lineare in tutta la sua potenzialità.

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