Sep
12

di Emanuela Bramati
Scuola Primaria “Molino Vecchio”, Gorgonzola (MI)
sito di classe: quintamolino.altervista.org/
Blog: www.didainformaticaprimaria.blogscuola.it

e di Marinella Molinari
Scuola Primaria “Eugenio Medea”, Varese
Blog: www.didainformaticaprimaria.blogscuola.it

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PoliCultura è un’iniziativa del Politecnico di Milano che si pone l’obiettivo di dimostrare come il connubio tra cultura e tecnologia sia possibile e auspicabile.
PoliCultura è innanzitutto un’occasione didattica, in quanto propone la realizzazione di una narrazione multimediale e multicanale su un tema culturale. La narrazione viene realizzata mediante il motore “1001storia”, uno strumento autore messo a disposizione gratuitamente dal Politecnico di Milano, in grado di generare automaticamente una versione per CD-rom, una versione Web e una per iPod.

Nel nostro intervento abbiamo illustrato il processo editoriale che ha portato alla costruzione della narrazione multimediale “La Shoah – Lo sterminio ebraico”, nella classe V A della Scuola Primaria “Molino Vecchio” di Gorgonzola (MI). Raccontare una storia o una esperienza è un’attività molto amata dai bambini della scuola primaria e implica una serie di importanti benefici didattici. Se poi si ha la possibilità di raccontare utilizzando la multimedialità il livello di motivazione, di coinvolgimento e di impegno dei bambini aumenta notevolmente.

La fase di progettazione
In un primo momento abbiamo visionato alcune narrazioni multimediali realizzate nella precedente edizione e la possibilità di vedere il prodotto finito ha accresciuto nei bambini la “voglia di fare” altrettanto.
Occorreva innanzitutto scegliere il tema da trattare e tutti concordavano sul fatto che dovesse essere un argomento coinvolgente e di forte impatto emotivo. Poco tempo prima, in occasione della Giornata della Memoria, avevamo trattato il tema della Shoah, soprattutto in riferimento al campo di Terezin dove furono rinchiusi moltissimi bambini ebrei, tra i quali Helga Weissova, di cui avevamo visto i disegni. La scelta è perciò ricaduta su questo argomento; i bambini hanno espresso il desiderio di approfondirlo nonostante la tragicità dell’evento.
Seguendo le istruzioni fornite dal Politecnico, abbiamo preparato il piano editoriale, caratterizzato da un’alternanza di fatti storici, testimonianze e riflessioni dei bambini. Abbiamo individuato il titolo della narrazione, gli argomenti e i sottoargomenti. Per alcuni argomenti si è deciso di chiedere ai genitori e ai nonni di raccontare esperienze e ricordi.
Successivamente i bambini si sono divisi spontaneamente in coppie e ogni coppia ha scelto liberamente, ma in accordo con i compagni, l’argomento da sviluppare.

Nel laboratorio di informatica
È quindi iniziata la fase che prevedeva l’utilizzo diretto del computer.
Prima di tutto abbiamo inserito nel motore il piano editoriale, per avere la visione globale del lavoro che saremmo andati a svolgere.
In seguito i bambini hanno scritto i testi e cercato le immagini, visitando alcuni siti che erano stati inseriti in precedenza nel sito di classe. Ogni coppia ha letto il materiale fornito e ha selezionato le notizie che riteneva più importanti, riscrivendole e rielaborandole con Word. Per la ricerca delle immagini, abbiamo utilizzato Google, inserendo opportune parole chiave. Le immagini trovate sono state salvate nella cartella di coppia, precedentemente preparata, insieme al file di testo.
Ogni tanto facevamo il punto della situazione, per eventuali modifiche o integrazioni. Ogni bambino ha tenuto un diario di bordo personale, per avere sempre presente il cammino percorso insieme.
Il passo successivo è stato la registrazione delle voci con il programma MyMP3. Ogni coppia, munita di cuffia e microfono, ha letto e registrato il testo che aveva predisposto e il file è stato salvato nella rispettiva cartella.
Testi, immagini e file audio sono stati infine inseriti nel motore, che i bambini hanno imparato a gestire senza difficoltà. Insieme alle immagini reperite in Internet, hanno inserito i disegni che ciascuno di loro aveva realizzato sull’argomento. Uno di questi è stato scelto come copertina della narrazione, tramite votazione.

Conclusioni
La progettazione/realizzazione della narrazione ha visto la partecipazione corale di tutta la classe ed è stato questo l’aspetto didattico più significativo: avanzare proposte, confrontarle, valutarle per selezionare argomenti e sottoargomenti, ha comportato per gli alunni un’attenta attività di riflessione, senza perdere di vista l’obiettivo finale della narrazione.
I bambini si sono sentiti “protagonisti” del percorso, che è stato costruito grazie al contributo personale e creativo di ciascuno. La preparazione dei testi, la ricerca delle immagini, la realizzazione dei disegni, la registrazione delle voci hanno consentito lo sviluppo di abilità importanti, sia nell’ambito cognitivo sia in quello socio-relazionale: la capacità di analisi e sintesi, di confronto e di valutazione critica, la capacità di espressione scritta e grafica, il controllo dell’emotività nella fase della registrazione, la capacità di collaborare e di impegnarsi per un obiettivo comune, il rispetto del punto di vista altrui. L’utilizzo delle nuove tecnologie ha reso tutto più “leggero” e coinvolgente: visualizzare sul monitor e condividere con gli altri il risultato del proprio lavoro è stato molto gratificante per i bambini.

Update: riflessioni dopo il convegno…

Che cos’è un ebook? Quali caratteristiche deve avere?
Durante il convegno a Fosdinovo ci siamo ripetutamente poste queste domande. Numerosi sono gli input emersi dalle relazioni e dai seminari.
A nostro parere un ebook non può essere la semplice trasposizione in digitale di un pdf. La natura digitale del libro elettronico implica che vengano utilizzate tutte le opportunità offerte dalla Rete: la condivisione, la multimedialità, la multicodicalità, l’interattività, la modificabilità e l’integrazione. Un ebook, o meglio, come detto da Roberto Maragliano, un ibook (i=internet), deve aprire al mondo della Rete e dare nuove opportunità di conoscenza, non può essere fine a se stesso e chiuso in se stesso. L’utilizzo di linguaggi plurimi può soddisfare quelle “abitudini mentali” cui ha fatto riferimento Maria Grazia Fiore nel suo intervento, affinché sempre più persone possano e siano in grado di fruirne sulla base delle “proprie abitudini mentali”.

Quale format per gli ebook?
A nostro parere non ci deve essere un format definito: narrazioni, presentazioni, filmati, file audio, animazioni, giochi, raccolte di immagini e/o contenuti testuali, tutti questi elementi individualmente o opportunamente mixati potrebbero essere definiti ebook.

Come deve essere un ebook per bambini di scuola primaria?
Accattivante, interattivo, reticolare ma ben definito negli obiettivi, animato, con contenuti testuali e iconici, deve lasciare dei punti in sospeso, suscitare degli interrogativi che aprano a nuove conoscenze, deve mettere “alla prova” i bambini, stimolandoli all’intervento attivo e costruttivo. L’ebook non deve essere un punto di arrivo, bensì un punto di partenza: i bambini diventeranno a loro volta autori e l’ebook originario non sarà più lo stesso.
Perché non chiedere ai fruitori diretti, ovvero i bambini, come dovrebbe essere un ebook? Cosa dovrebbe contenere? Perché non proporre loro la progettazione di un libro elettronico?

E infine… Anche questa relazione potrebbe essere considerata un ebook?

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