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Dispositivi digitali, lettura, lettori, scuola
postato da ebookfest2010 in 3° giorno, Castello Malaspina, sala d'ingresso, M. Guastavigna, Seminari
di Marco Guastavigna
IIS Beccari, Torino
www.noiosito.it
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Dei “libri digitali” a scuola non si discute. Gli insegnanti hanno altre priorità, tra cui quest’anno si colloca anche una pseudo riforma delle superiori. Le case editrici tradizionali hanno messo in campo diverse tipologie di versione “mista” dei libri di testo: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”, direbbe il principe di Salina.
Poiché per gli strumenti digitali implementano ormai veri e propri modelli di rapporto con le informazioni e con le conoscenze, è bene che noi insegnanti ne confrontiamo le caratteristiche operative, cognitive e culturali con quelle della tradizione, per essere parte attiva di un eventuale, futuribile, dibattito.
1. Atteggiamento tradizionale verso la conoscenza
Libri, scaffali, librerie, pubbliche biblioteche e così via: fruiamo da molto tempo di oggetti materiali, distinti, separati, compresenti. La portabilità complessiva dei loro contenuti è a carico della mente; il rimando tra i singoli oggetti (note, citazioni, bibliografie) è a carico degli Autori, ma un loro richiamo attivo è invece a carico dei Lettori; l’indicizzazione è molto parziale e superficiale; la strategia più economica ed efficace per “conoscere” è tesaurizzare le informazioni e gli apprendimenti.
2. Ebook reader e atteggiamenti di conoscenza
Possedere ebook reader significa disporre di meta-oggetti materiali, contenenti oggetti immateriali, integrati, ma sovrapposti. I contenuti sono indicizzati in misura molto rilevante; il rimando e il richiamo tra gli oggetti (Link, Url) è a carico degli Autori. Si può ipotizzare una portabilità complessiva a carico del meta-oggetto e che il “conoscere” possa quindi disporre anche di consapevoli strategie per il reperimento contestuale dei contenuti. Un tipo particolare di reader, Kindle, è inoltre portatore del Free Global Wireless, ovvero considera Internet estensione ordinaria dell’Atto di Lettura, non solo come acquisizione di nuovi ebook, ma anche come ricerca su Wikipedia e Google, e – da ultimo – anche come navigazione.
3. Tablet e ibridazione culturale
Il settore è attualmente dominato da iPad, ma sono in cantiere numerosi nuovi prodotti, anche con costi più ridotti, destinati a proporre un’integrazione ergonomica ed incrementabile tra fruizione di media, navigazione, comunicazione digitale evoluta ed elaborazione intellettuale (in gergo, “produttività personale”) costruendo un primo profilo di una presenza culturalmente attiva nell’universo digitale.
4. Monitoraggio semantico
Da Google Books e Google Desktop a Spotlight, da Delicious ai tag, fino al concept cloud, siamo di fronte a un monitoraggio semantico in costante progress quantitativo, qualitativo e strutturale, che sempre più si applica non solo al web, ma anche a contenuti personali, prodotti o acquisiti, e a contenuti tradizionali. Non sappiamo come andrà a finire la battaglia giuridica sulla questione della digitalizzazione dei libri sponsorizzata da Google. Certo, però, l’idea di applicare alla cultura tradizionale “predigitale” le modalità di indicizzazione che ancora adesso (nonostante la possibilità di compiere ricerche per parole-chiave anche sui file presenti sul nostro PC) tendiamo a considerare caratteristica esclusiva dei contenuti “Internet natives”, apre prospettive operative e di rappresentazione mentale della conoscenza che meritano molta attenzione. Sarà possibile infatti concepire passato e presente della cultura come un insieme unico, fatto di contenuti ad alta reperibilità semantica, innescabile con modalità diverse e integrabili tra di loro.
5. Atteggiamenti di “conoscenza digitalizzata” maturi
Cosa significa conoscere efficacemente nell’epoca della diffusione dei dispositivi digitali e della dipendenza da essi? Significa puntare alla fruizione critica di media integrati; poter affidare la portabilità complessiva dei contenuti al supporto e alla rete; contare in qualsiasi momento su efficaci attività di ricerca e di reperimento, sostenute da diverse chiavi di facilitazione semantica; attuare quasi costantemente il passaggio da “Lettore” ad “Autore”, se non sempre di contenuti, certamente di percorsi. Significa però anche, per non rinunciare ad integrare facilità di accesso e disponibilità a complessità e profondità delle conoscenze, saper mobilitare all’occorrenza competenze di validazione della pertinenza dei contenuti raggiunti o ricevuti.
6. Il lettore evoluto
Qual è quindi l’obiettivo della scuola? Sia gli insegnanti, in primo luogo, per ragioni intellettuali e professionali, sia gli studenti, devono divenire lettori evoluti, in grado di accostarsi con intenzioni culturalmente significative e consapevoli alle pubblicazioni sia tradizionali sia digitali, nonché alle implicazioni operative e cognitive dell’uso delle une e delle altre, in funzione del variare degli obiettivi e dei contesti di conoscenza.
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