Sep
12

di Enrico Bocciolesi
Università di Perugia – Vega

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Nella società odierna sono numerose le evoluzioni ed i mutamenti in atto, determinati dall’avvento di nuove tecnologie che, in un contesto sociale frenetico, caotico e liquido (Bauman, 2008), coinvolgono la persona nella sua totalità. Questo cambiamento e successivo passaggio a prodotti digitali ha addotto ad una trasformazione del testo scritto e delle sue modalità di lettura, oltre al mutamento del rapporto che si ha con le proprie emozioni. L’avvenimento ha carattere globale, perché riguarda non solamente la persona, l’educatore o il formatore, ma interessa in primis la scuola nella sua complessità. Un’intelligenza emotiva che si aggiorna nell’era dell’e-book, le possibilità per riflettere, ipotizzare ma anche intervenire sul prodotto informatico con competenza tecnologica, tenendo presente lo stato attuale dell’arte.

Introduzione
Oggigiorno la percezione e comprensione del proprio stato emozionale è da ritenersi una priorità per il bambino, in quanto secondo lo psicologo D. Goleman (1996), serve a compensare un equilibrio necessario con le capacità intellettuali e razionali. La rinuncia a un’eventuale “alfabetizzazione emozionale”, porta con sé una possibile limitazione di tipo intellettuale, capace di “generare difficoltà nell’apprendimento scolastico” e nei frequenti rapporti interpersonali che si propongono continuativamente (Goleman, 1996, pp.7-8). Un’emotività che si riqualifica in presenza di contesti innovativi, tecnologici e virtuali, divenendo digitale.
Emozioni che tutti noi percepiamo secondo il contesto in cui ci troviamo, delle persone che abbiamo accanto o delle gesta che stiamo compiendo.

Queste percezioni di tipo emotivo, possono a loro volta essere “positive e nobili come l’entusiasmo, la gioia e l’amore, o negative – distruttive come l’avversione, l’angoscia e la noia” (Goleman e Tenzin, 2004; Rosati, 2006). Lo stato emotivo delle persone adulte e in particolar modo dei bambini, è spesso subordinato a degli oggetti che si possiedono e si utilizzano. Prodotti che nell’era del web 2.0, dei social network e della recente “quarta rivoluzione” (Roncaglia, 2010) sono riproposti sulla base di nuove realtà e specificità di utilizzo della tecnologia. Le nuove scoperte scientifiche supportano questa riflessione, assicurando al tempo stesso che: l’aumento dell’autoconsapevolezza emotiva (Goleman, 1996) trasposta nello strumento tecnologico consente di aumentare efficacemente il controllo emotivo stesso e la propria capacità di essere empatici.

Emozioni nell’era dei social media

Margie lo scrisse perfino nel suo diario, quella sera. Sulla pagina che portava la data 17 maggio 2157, scrisse: “Oggi Tommy ha trovato un vero libro!” Era un libro antichissimo. Il nonno di Margie aveva detto una volta che, quand’era bambino lui, suo nonno gli aveva detto che c’era stata un’epoca in cui tutte le storie e i racconti erano stampati su carta.
Si voltavano le pagine, che erano gialle e fruscianti, ed era buffissimo leggere parole che se ne stavano ferme invece di muoversi, com’era previsto che facessero: su uno schermo, è logico. E poi, quando si tornava alla pagina precedente, sopra c’erano le stesse parole che loro avevano già letto la prima volta.
(Asimov, 1991)

Margie, nel brano estrapolato da Asimov, lo aveva scritto perfino nel suo diario, la scoperta di Tommy era meravigliosa, avevano avuto modo di trovare un vero libro, di carta, che – informaticamente parlando – potremmo definire analogico.
Lo stupore e la sorpresa pervasero i due bambini, la scoperta e la curiosità caratterizzarono questo evento che è oggi il riflesso di quanti di noi, nati in un’epoca in cui non si veniva al mondo come nativi digitali (Prensky, 2001), leggere un libro senza le fruscianti pagine sarebbe stato impensabile. Oggi, dopo circa dieci anni dalla prima proposta di un e-book o libro elettronico denominato Softbook (prodotto intorno alla fine del 1998 con i primi lettori di testi elettronici, ereader chiamati Rocket ebook), ci troviamo ad un bivio decisionale, condizionante per il futuro apprendimento del bambino: libro cartaceo o elettronico, analogico o digitale? Quali conseguenze emotive?

Avvalorati da recenti studi in ambito neurologico e psicologico eseguiti sia presso l’Università di Chicago (studio condotto dal neuro scienziato sociale J. Cacioppo), sia nella California State University (con il contributo prodotto nel 2008 a Los Angeles dalle psicologhe K. Subrahmanyam e G. Lin), avendo a riferimento le prime applicazioni sulle tecnologie, la rete e la loro plausibile utilizzazione, si può ipotizzare la produzione di un condizionamento a livello emozionale da parte di nuovi media presenti nella società attuale. Una realtà sociale che non molto tempo fa, vedeva lo strumento informatico e tecnologico come connesso ad una rete di comunicazioni che, paradossalmente era vista come una sconfinata area inanimata, priva di vita per le relazioni sociali ed emozionali. In questo periodo assistiamo all’avvento di una nuova serie di modificazioni, influenzate dalla presenza dei social media, capaci di colmare gap tecnologici creatisi in precedenza e ad attribuire un’accezione di positività allo strumento informatico.

Il testo cartaceo ha in qualche modo accompagnato l’uomo in questa “mediamorfosi” (Fidler, 2000), sin dalla seconda rivoluzione, quella che si contraddistingue per essere “della cultura manoscritta o chirografica” (Baldini, 2003, p.44). Un libro, a partire dalle prime trascrizioni manoscritte, era per quei pochi che potevano permetterselo; motivo di vanto, entusiasmo e gioia, sia per la rarità che esso rappresentava nel contenuto, sia per il valore che si attribuiva alla coperta, spesso ornata di materiali preziosi (Stussi, 2007).
Con il ri-mediarsi delle tecnologie della scrittura (Bolter, 1993), la presenza e successiva evoluzione della stampa a caratteri mobili dell’orafo Gutenberg (McLuhan, 1976) fa sì che si diffonda l’alfabetismo e l’interesse appassionante nei riguardi di quell’oggetto, a forma rettangolare, composto da dei fogli sottili, inclusi tra due pagine perlopiù rigide a protezione di esso. Così la curiosità, l’interesse, e l’amore per il sapere consentono ai testi analogici, di diffondersi e modificarsi nella loro stessa struttura. Emozioni in grado di sollecitare delle modifiche in corso d’opera a questo prodotto e, come delle folgorazioni intervengono su chi legge, lasciando nel fruitore del testo una percezione positiva.

Con il passare dei secoli la scuola di tutti, pubblica, si appropria del testo scritto come strumento, mezzo e veicolo d’informazioni ma anche ausilio per l’apprendimento. I bambini iniziano così a vivere appieno il mondo, costellato da testi scolastici – detti sussidiari -, letture fantastiche, fiabe e favole che catturano il giovane lettore in un contesto immaginifico che lo spinge a sognare. Pagine di carta bianca, gialla, arancio, o azzurro come i libri illeggibili di Bruno Munari, oppure pieni d’immagini che fanno volare con la fantasia e avvicinano il bambino nello stabilire un rapporto di empatia (Rifkin, 2009, pp. 171-172) con il soggetto del testo in lettura: tanti Cenerentola, Biancaneve, Re Artù, Principe Azzurro e altri si sono appropriati della nostra fanciullezza. Letteratura per l’infanzia, per gli adulti, collane di narrativa, pedagogia, scienze, arte, poesia, musica e quanto altro pensiamo di aver letto e sfogliato, oggigiorno, nel XXI secolo, è affiancato dal supporto digitale, e-book e e-book reader.

Si passa così dalla “carta allo schermo” (Roncaglia, 2010, p. 52), da un testo statico a uno dinamico, da lineare a reticolare, che per l’adulto può rappresentare una fonte di imbarazzo, incomprensione, distacco, perché come la gran parte dei media tecnologici e informatici richiede una nuova forma di alfabetizzazione, digitale, mentre per il bambino non è così. Secondo M. McLuhan “quando nuove tecnologie si impongono in società da tempo abituate a tecnologie più antiche, nascono ansie di ogni genere” (McLuhan, 2008). Sicuro è che l’e-book reader mobilita alla coscienza collettiva – richiesta da un eventuale flusso elettronico di informazioni – e attiva quei comportamenti esplorativi di cui parlò nel 1960, D. E. Berlyne nel suo famoso libro Conflitto, attivazione e creatività (Berlyne, 1971), strettamente legati alla curiosità, che lo spingono a sperimentare il nuovo oggetto d’uso. Rappresenta un aspetto interessante, capace di sviluppare ed esercitare la mente, consentendo al bambino e alla persona adulta di adattarsi all’ambiente, sia esso reale o virtuale, purché interessante.

“I sensi sono la porta dell’anima” asseriva Maria Montessori mentre cercava di stimolare, con materiali definiti pre-fabbricati, il tatto, la vista ed anche l’olfatto (Montessori, 1962; Rosati e De Santis, 2004, pp. 47-49). Quindi esplorazione, creatività e percezione sensoriale vanno di pari passo con l’evoluzione tecnologica che, per i nuovi nativi digitali, è alla base di ogni media di comunicazione. Il rapporto dei bambini di oggi con lo strumento tecnologico è usualmente positivo, in quanto risultano essere già alfabetizzati e tuttavia attratti da tale settore, questo approccio rende pertanto favorevole l’introduzione dell’e-book nella scuola italiana.

Si insinua che entro il 2012 i testi cartacei saranno sostituiti da quelli virtuali ma, questa metamorfosi mediatica deve essere preceduta da numerosi interventi a favore di essa. Diviene perciò necessaria e auspicabile la realizzazione di seminari, incontri, convegni teorici e pratici, veri e propri laboratori di e-book, per insegnanti di ogni ordine e grado, al fine di ottenere una maggiore consapevolezza del mezzo.
Oltre ad una buona base tecnologica e conoscitiva del testo elettronico, servirà un pratico, leggero, affidabile e poco costoso lettore di testi digitali, e-book reader.
In seguito si dovranno rendere consapevoli e informate le stesse famiglie sulla necessità di poter provvedere a far avvicinare il bambino al “libro in cornice”, anche se la parte più impegnativa spetterà alla scuola.

Approfittando dell’interesse che questa nuova forma testuale coadiuva su di sé da parte dei giovani utilizzatori, si può, rifacendosi come possibile linea al “costruzionismo” di Seymour Papert (Capponi, 2008, pp. 43-45), apprendere dai propri errori, cioè sperimentare con la classe in maniera attiva. Un coinvolgimento partecipato di insegnante e alunno per la scoperta della novità, del funzionamento e uso del libro elettronico in classe, strettamente connesso, se non direttamente vincolato, alla esigenza di porre quesiti, cercare possibili soluzioni, perché no, realizzare dei semplici schemi e brainstorming, ma soprattutto errando, ovvero, imparare sbagliando. Tuttavia tale approccio positivo, riesce a generare e profondere gioia nel bambino che si sente facilitato da un insegnante che non è guida ma, ausilio e sostegno. In questo caso possiamo parlare di emozioni digitali, prodotte dai nativi tecnologici e che si diffondono sia nell’ambiente reale sia in quello virtuale.

Conclusione
Pertanto è opportuno sollecitare a ulteriori riflessioni ed approfondimenti in merito, poiché le numerose e continue ricerche in campo tecnologico, emozionale e psicologico esortano al ricorrente aggiornamento delle ipotesi precedentemente proposte. Tali peculiarità consentiranno il rinnovamento necessario delle pratiche e metodologie educative in sincronia con eventuali contributi e approfondimenti degli stati emotivi e dell’emotività. Il focalizzare l’attenzione su teorie, oggetti e aspetti caratterizzanti sia per una società mediale, sia per la realtà scolastica consentirà di “rispondere alle formidabili sfide della globalità e della complessità nella vita quotidiana, sociale, politica, nazionale e mondiale” (Morin, 2000, pp. 28-29).

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