Sep
12

di Maria Cecilia Averame (moderatrice della tavola rotonda)
Resp. Editoriale di Quintadicopertina
www.quintadicopertina.com

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Una tavola rotonda per cui è stato scelto un titolo un pò escatologico: d’altronde la terminologia ad uso della descrizione e della partecipazione digitale spesso prende in prestito radici bibiliche. Parliamo di salvataggio, di conversione, di second life contrapposta alla real life, esperti in materia si propongono come ‘eretici digitali’… Così per il web, ancor più per l’editoria digitale: possibile che ci si ritrovi così spesso a parlarne come se si dovesse affrontare un ‘atto di fede’?

In psichiatria poi, il termine ‘conversione’ indica quel comportamento per cui si ha una trasposizione del conflitto psichico in sintomi fisici e sensoriali. Un malessere psicologico che si manifesta sintomi fisici e corporali, che nascondono il vero problema che c’è dietro, probabilmente nemmeno chiaramente identificato.
E quando si parla del cambiamento che sta avvenendo nel mondo editoriale, forse molti dei timori più nominati (la mancanza dell’odore della carta, il timore della scomparsa di figure editoriali, di valori) nascondono se non altre paure, una mancata definizione delle problematiche che il passaggio al digitale comporta.

Forse, per convertirci, abbiamo bisogno non tanto di un atto di ‘fede’, ma dell’identificazione della causa primaria del malessere, perché per riconoscere una paura c’è bisogno di chiamarla con il giusto nome.
Tre giorni di incontri e dibattiti sull’editoria digitale ci possono essere di aiuto per riuscire ad affrontare le resistenze psicologiche, e passare da un livello emotivo dove si ragiona su paure o su atti di fede, ad un momento razionale dove concentrarsi sulle difficoltà oggettive. Difficoltà che, al terzo giorno, abbiamo citato e chiarito: non si tratta, in fin dei conti, di fare altro che tirare le somme, e ripensare i processi che ci sono stati.

Conversione. Possiamo indicare tre conversioni che sta attraversando l’editoria in questa fase:

Una conversione della filiera editoriale di produzione di un testo all’interno delle case editrici. Come cambia (se deve cambiare) la professionalità di chi fa editoria? Quali nuove figure servono, quali strumenti abbiamo?

La conversione dei files, la digitalizzazione dei cataloghi cartacei. Chi deve affrontarne la spesa? Quali formati vanno utilizzati? Oggi si parla di .ePub come standard certo su cui lavorare. Ma questa certezza solo otto mesi fa non la avevamo. E i nuovi lettori? E il colore? E il multimediale? Come si può affrontare questa sfida senza correre il rischio di rifare, di nuovo, il lavoro più volte?

Conversione della catena editoriale, della distribuzione, della promozione e della vendita. Il mondo editoriale che si converte al digitale di che genere di promozione necessità? Quali sono gli strumenti? Chi sono i nuovi intermediari e di chi abbiamo realmente bisogno? Non più camion, ma cosa?

Per parlare di questi temi, abbiamo con noi un esperto di editoria digitale e tradizionale, il prof. Virginio Sala dell’Università di Firenze, che già nel 2000 parlava e scriveva di digitale. Virginio Sala ci aiuta a capire quali sono gli elementi fondanti di un libro. Al di là del formato, delle modalità di diffusione e degli strumenti utilizzati per consultarlo, per noi ha principale importanza il contenuto. Continuando a utilizzare un linguaggio che prende dal trascendentale, Virginio Sala parla dell’ontologia del testo’, mostrando quali siano gli elementi fondamentali di un libro, al fine di abbandonare le ‘paure vacue’ e concentrarsi sulla sfida editoriale. [vai all’intervento di Virginio Sala]

Agostino Quadrino, Laureato in filosofia e in teologia, è direttore editoriale della casa editrice Garamond, specializzata in editoria digitale e multimediale e di rete per la scuola. Con la sua casa editrice già dal 1989 ha ‘creduto’ e lavorato per diffondere e promuovere l’uso didattico delle tecnologie digitali. Con lui possiamo ragionare sul significato, per un editore, del termine ‘conversione’.

Giancarlo Fornei, formatore motivazionale, scrittore & mental coach, è autore di Bruno Editore, casa editrice fondata nel 1987 e che sul digitale scommette molto. Scommessa che pare vincente, visti i dati diffusi recentemente sull’andamento delle vendite.
Giancarlo Fornei nel suo intervento spiega che non ha avuto bisogno di un particolare atto di fiducia nel digitale: anzi, in un certo senso, è stato l’editore ad aver fiducia in lui.

Dopo l’intervento di Giancarlo Fornei prende la parola Mario Guaraldi, editore della omonima casa editrice e professore di editoria presso l’Università di Urbino, per sottolineare due cose (fra le altre). Riguardo alla conversione del catalogo, chiede chi e come se ne debba occupare. Riprendendo il discorso sulle ‘competenze’ chiede di chi sia competenza effettuare questo genere di conversioni? Siamo sicuri che l’editore si debba trovare solo di fronte ad un mercato che cambia? Guaraldi stimola poi il dibattito riflettendo sui side-effect che l’editoria digitale può proporre: ‘libri o libracci?’ Cosa indica la qualità di un libro, e come evitare che il digitale diventi una scappatoia per facili pubblicazioni ‘veloci’?

Le risposte a questa seconda domanda vengono sia da parte del pubblico stesso: alla fine, è la vendibilità di un testo e l’eventuale successo di pubblico a decretarne il valore. Che sia su carta o in digitale, questo è sempre accaduto, al di là del genere e del tipo di libro.
Giancarlo Fornei, come autore, accenna al fatto che per lui è importante quanto un libro piaccia al suo lettore, il momento dell’acquisto in fin dei conti decreta il successo del lavoro suo e dell’editore, e della reciproca collaborazione.

Questo accenno dà la possibilità di riflettere su un ulteriore spunto: autore ed editore, nel digitale, hanno l’opportunità di un contatto più diretto, sia in fase di progettazione di un testo, quanto nella promozione e nella diffusione. E questo nuovo paradigma di dialogo potrebbe allargarsi fino ad includere i lettori stessi, grazie alla possibilità di parlare senza intermediari, grazie alla rete. La community che si è in grado di creare attorno ad un editore o un libro, è un contributo vincente.

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