Sep
12

di Virginio B. Sala
Università di Firenze
www.viacartesio.eu

[intervento nella tavola rotonda moderata da Maria Cecilia Averame]

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C’è molta preoccupazione per il tema della “conversione”, a quanto pare. Ma non penso che sia davvero la cosa importante.
Intanto, bisogna ricordare sempre che la realtà in cui ci troviamo a operare è in movimento: un anno fa non parlavamo neanche di iPad, oggi è già diventato una specie di oggetto di culto, chissà cosa ci riserva il prossimo anno… Solo qualche anno fa la parola d’ordine era “disintermediazione”, oggi vediamo riproporsi potentemente la figura del distributore, che ha solo cambiato pelle. Non bisogna concentrarsi troppo su quello che c’è oggi, bisogna invece tenere un atteggiamento il più aperto possibile.
Ci sono alcune cose, invece, che mi sembrano molto importanti, e di cui invece si parla poco o nulla. Read more

Sep
12

di Maria Cecilia Averame (moderatrice della tavola rotonda)
Resp. Editoriale di Quintadicopertina
www.quintadicopertina.com

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Una tavola rotonda per cui è stato scelto un titolo un pò escatologico: d’altronde la terminologia ad uso della descrizione e della partecipazione digitale spesso prende in prestito radici bibiliche. Parliamo di salvataggio, di conversione, di second life contrapposta alla real life, esperti in materia si propongono come ‘eretici digitali’… Così per il web, ancor più per l’editoria digitale: possibile che ci si ritrovi così spesso a parlarne come se si dovesse affrontare un ‘atto di fede’? Read more

Sep
12

di Maria Grazia Fiore (moderatrice della tavola rotonda)
docente e formatrice
Università degli Studi di Foggia
Blog personale: Speculum Maius

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Il libro di testo non è un libro qualsiasi e la sua storia non è assimilabile a quella del libro tout court.

Lo specifico contesto di utilizzo ha fatto sì che nel tempo potesse essere contraddittoriamente usato tanto come potente strumento di controllo culturale (l’opera di fascistizzazione e successiva defascistizzazione [pdf] dei testi scolastici è l’esempio a noi più vicino) quanto come garanzia di libertà d’insegnamento, non dismettendo mai il ruolo implicito di “metronomo” del progressivo e regolare svolgersi del “programma”, qualunque esso fosse.

La sua storia si intreccia strettamente con quella di un modello trasmissivo fondato su una “gestione burocratica del sapere” (Ardoino 2001, 15) ed una sua “distribuzione ordinata”, regolata secondo l’articolazione disciplinare delle conoscenze e una relazione comunicativa uno-a-molti, asimmetrica e unidirezionale. Read more

Sep
12

di Marina Boscaino
docente e giornalista

[intervento nella tavola rotonda moderata da Maria Grazia Fiore]

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Per il secondo anno ho partecipato alle non-conferenze di Fosdinovo e per la seconda volta ho avuto l’impressione che possa ancora esistere una comunità di persone che abbiano qualcosa da dire, indipendentemente dallo sloganismo di maniera che inquina in molte sedi il dibattito sulla scuola in questo momento. Non è un risultato marginale. Quest’anno sono stata chiamata da Noa e Maria Grazia come interlocutrice in una tavola rotonda. “Per amore o per forza: note a margine dell’obbligatorietà dei libri di testo”.

Confesso il mio scetticismo iniziale: un mio pregiudizio relativo al fatto che il problema dell’obbligatorietà dell’adozione possa oggi rappresentare un tema significativo, mentre la scuola viene vessata da ben altri provvedimenti, che ne impoveriscono il carattere emancipante e di strumento di “rimozione degli ostacoli”, come recita l’art. 3 della Costizione. Read more

Sep
12

di Maurizio Châtel
docente e responsabile scientifico area umanistica BBN editrice
Blog: Insegnare stanca…

[intervento nella tavola rotonda moderata da Maria Grazia Fiore]

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Ho già avuto modo di scrivere come la penso sulla circolare Gelmini per l’adozione obbligatoria dei testi digitali dall’anno scolastico 2012. Vorrei ora fare un passo avanti e riflettere sulle reali difficoltà dell’applicazione di quell’insensato ukase. Parlavo allora di una totale carenza di preparazione strutturale, finanziaria e culturale, da parte del ministero, capace di rendere operativa una riforma che non sarebbe esagerato definire epocale. La digitalizzazione dei testi non è infatti un fenomeno riducibile alla semplice trasformazione del testo cartaceo in PDF, ma questo sembra essere il tipo di aspettativa che l’ufficio della Gelmini sottintende nella sua decisione. Read more

Sep
11

di Giorgio Jannis
semiologo e social designer
www.jannis.it

[note a margine della tavola rotonda “Il futuro del libro si chiama biblioteca…” moderata da Mario Guaraldi]

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Dei ragionamenti complessi si sono intrecciati a Fosdinovo, durante il convegno. Bisognava parlare di molte cose che stanno dietro o prima del libro elettronico, la progettazione e la produzione e l’autorialità, e di molte cose che stanno davanti al libro e all’ebook in particolare, come la ricezione dei contenuti secondo le nuove possibilità tecnologiche, oppure i modelli economici che possiamo immaginare si riveleranno maggiormente adeguati a cogliere le novità portate dall’attuale Rinascimento digitale.

In particolare, andrebbero puliti i concetti stessi che utilizziamo per pensare la tematica dell’editoria digitale – trattandosi in fondo di intendersi sui nuovi significati di certe parole, come “libro”, o su certe parole nuove come “web sociale” – avendo provato a fermare alcuni punti fermi dei ragionamenti: c’è da colmare un ancor ampio spazio di confronto e conoscenza riguardo le potenzialità del dispositivo di lettura come oggetto tecnologico, riguardo le modificazioni che la scrittura stessa subirà dalle nuove forme di contenuto praticabili, oppure l’analisi della “user experience” (da re-introdurre nel circuito della progettazione del testo) in quanto dimensioni dell’esperienza del lettore, della sua immersione nel mondo narrativamente organizzato in pagine e rimandi intertestuali. Read more

Sep
11

di Alessandro Vigiani (moderatore della tavola rotonda)
Università Cattolica di Milano

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È noto che il quadro normativo concernente i requisiti dei libri di testo e le modalità della loro adozione da parte delle scuole è mutato in maniera sostanziale per effetto dell’art. 15 della legge 133/08 e dell’art. 5 della legge 169/08. Tuttavia la nuova disciplina sui libri di testo, che avrebbe potuto preludere a una radicale svolta della produzione editoriale verso soluzioni digitali innovative, non sembra al momento aver determinato discontinuità rilevanti nel panorama dell’editoria scolastica italiana. Ciò, com’è ovvio, non significa che le case editrici non si siano attrezzate per ottemperare agli obblighi del dettato legislativo, ma che lo hanno fatto accelerando tendenze evolutive già in atto piuttosto che ripensando a fondo la struttura, la funzione e i contenuti del prodotto editoriale per la scuola. Read more

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