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	<title>ebookfest2010</title>
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	<description>Just another BBN MultiBlogs site</description>
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		<title>Note sulla navigazione</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 12:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ebookfest2010</dc:creator>
				<category><![CDATA[aggiornamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Le possibilità di ricerca e scelta dei contenuti da approfondire in questo testo-blog sono molteplici e diversificate. Per chi non avesse preso parte all&#8217;eBookFest e volesse comprenderne l&#8217;organizzazione generale consiglio la lettura della mappa su Mindomo (qui la versione html adattata per chi non può usufruire di formati flash), attraverso cui si può accedere alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/11/wind_goddess.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-727" src="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/11/wind_goddess-267x300.jpg" alt="" width="267" height="300" /></a>Le <strong>possibilità di ricerca</strong> e scelta dei contenuti da approfondire in questo testo-blog sono <strong>molteplici e diversificate</strong>.</p>
<p>Per chi non avesse preso parte all&#8217;<a title="vai al sito organizzativo dell'evento" href="http://www.ebookfest.it/">eBookFest</a> e volesse comprenderne l&#8217;<strong>organizzazione generale</strong> consiglio la lettura della <a title="vai alla mappa su Mindomo" href="http://www.mindomo.com/view.htm?m=28aa180fc26d426cbaf0c847a79d1bc1">mappa su Mindomo</a> (qui la <a title="versione html della mappa" href="http://www.mindomo.com/text.htm?m=28aa180fc26d426cbaf0c847a79d1bc1">versione html</a> adattata per chi non può usufruire di formati flash), attraverso cui si può accedere alle diverse pagine-indice ma anche scorrere gli incipit dei contributi della sezione o della giornata scelta e esplorare pagine wiki e/o blog correlati agli atti e all&#8217;evento.</p>
<p>Il widget <strong>Indici </strong>permette di accedere a:</p>
<p>le pagine <a title="vai alla pagina-indice dei seminari" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/ebooklife/">eBookLife: seminari</a>, <a title="vai alla pagina dei tab" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/ebooktab/">eBookLife: tab</a> e <a title="vai alla pagina delle tavole rotonde" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/tavole-rotonde/">eBookLife: tavole rotonde</a>, che permettono di consultare una<strong> breve biografia</strong> dell&#8217;autore,<strong> l&#8217;abstract del contributo </strong>e di accedere direttamente a quest&#8217;ultimo;</p>
<p>la pagina <a title="vai alla pagina degli Extra!" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/extra/">Extra!</a>, che fornisce una <strong>breve introduzione dei contributi</strong> riuniti in questa categoria, includendo poi il link per poterne visionare gli incipit;</p>
<p>l&#8217;<a title="vai alla pagina dell'indice generale per autori" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/indice-degli-autori/">indice generale per autori</a>, che mette a disposizione un semplice elenco ordinato alfabeticamente, che vi permette di <strong>consultare tutti i materiali di quell&#8217;autore</strong> in questo blog;</p>
<p>l&#8217;<a title="vai alla piantina di Fosdinovo con i link" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/indice-per-luoghi/">indice per luoghi</a>, che fornisce la possibilità di <strong>esplorare i contributi in base alla collocazione fisica degli interventi/eventi</strong> in giro per il paese.</p>
<p>Attraverso il widget <strong>Temi</strong>, si può invece esplorare il blog in base ai tag assegnati ad ogni contributo.</p>
<p>Se avete bisogno di ulteriori spiegazioni, i commenti sono a vostra disposizione <img src='http://ebookfest2010.bibienne.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="padding-left: 30px;text-align: right">Maria Grazia Fiore</p>
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		<title>LiquefAtti&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 19:33:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ebookfest2010</dc:creator>
				<category><![CDATA[aggiornamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Liquidi di natura, gli echi digitali delle chiacchiere nel cortile del castello o per i vicoli del paese, dei confronti e riscontri professionali, degli interventi a braccio e di quelli punteggiati da slides meticolose, sono stati conservati così, cercando di rispettarne la forma originaria. L&#8216;eBookFest è stata un&#8217;occasione di formazione/informazione &#8220;orizzontale&#8221; senza precedenti per tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/11/cop_digitale72dpi.jpg"><img class="size-full wp-image-719 aligncenter" src="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/11/cop_digitale72dpi.jpg" alt="" width="297" height="534" /></a></p>
<p>Liquidi di natura, gli echi digitali delle chiacchiere nel cortile del castello o per i vicoli del paese, dei confronti e riscontri professionali, degli interventi a braccio e di quelli punteggiati da slides meticolose, sono stati conservati così, cercando di rispettarne la forma originaria.</p>
<p>L<a title="vai al blog dell'eBookFest" href="http://www.ebookfest.it/">&#8216;eBookFest</a> è stata un&#8217;occasione di formazione/informazione &#8220;orizzontale&#8221; senza precedenti per tutti coloro che &#8211; a vario titolo e per motivi differenti &#8211; si interessano alle nuove frontiere dell&#8217;editoria digitale: abbiamo voluto conservarne traccia, pur con tutte le difficoltà che una raccolta di contributi postuma comporta.</p>
<p>Non ci siamo arrese e abbiamo pazientemente setacciato la Rete per raccogliere quegli echi, cucendo, filtrando e intessendo trame di lettura, che permettessero di scegliere autonomamente percorsi di senso senza imporli a priori.</p>
<p>Mi piace immaginare che ognuno possa ritrovare nelle varie possibilità, quella più consona al proprio stile e che possa recuperare, tutto ciò che la ricchezza delle sessioni parallele non ha permesso di ascoltare.</p>
<p>Le nostre &#8220;trame&#8221; toccano molti luoghi sparsi per la Rete e utilizzano strumenti diversi per lasciare indizi di sé: <a title="esplora la sitografia dei liquefatti" href="http://www.delicious.com/ebookfest">Delicious</a>, <a title="curiosa nella libreria dei liquefatti" href="http://www.anobii.com/ebookfest2010/books">aNobii</a>, <a title="guarda i video dei liquefatti" href="http://www.youtube.com/user/ebookfest2010">Youtube</a>, <a title="vai alla raccolta delle presentazioni" href="http://www.slideshare.net/eBookFest">Slideshare</a>, <a title="vai alla mappa dei liquefatti" href="http://www.mindomo.com/view.htm?m=28aa180fc26d426cbaf0c847a79d1bc1">Mindomo</a>, WordPress permettono di cercare il contributo del singolo ma anche di apprezzare quello della community. Una cosa è vedere la foresta, un&#8217;altra l&#8217;insieme dei singoli alberi&#8230;</p>
<p>Il <a title="vai al post sugli aggiornamenti" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/2010/11/13/sulla-categoria-aggiornamenti/">lavoro non è finito</a> ma confidiamo di continuarlo insieme a voi.</p>
<p style="text-align: right">Maria Grazia Fiore</p>
<p style="text-align: center"><a title="clicca sull'immagine per accedere alla mappa su Mindomo" href="http://www.mindomo.com/view.htm?m=28aa180fc26d426cbaf0c847a79d1bc1"><img class="size-full wp-image-718" src="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/11/liquefAtti-Tracce-delleBookFest-allo-stato-liquido.png" alt="" width="513" height="271" /></a></p>
<p style="text-align: center">&lt;<a title="vai alla versione HTML della mappa" href="http://www.mindomo.com/text.htm?m=28aa180fc26d426cbaf0c847a79d1bc1">qui la versione html</a> della mappa&gt;</p>
<p style="text-align: center">***</p>
<p>Si tratta di una coedizione <a title="vai al sito di BBN" href="http://bibienne.com/">BBN</a> (per le versioni digitali) &#8211; <a title="vai al sito di Guaraldi" href="http://www.guaraldi.it">GUARALDI</a> (per la versione a stampa) a cura di <a title="vai al blog personale di Maria Grazia Fiore" href="http://speculummaius.wordpress.com">Maria Grazia Fiore</a>.</p>
<p>Le parti testuali di questo blog sono state estrapolate e pubblicate in <a title="scarica la versione pdf" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2011/04/eBookFest_atti.pdf">versione digitale</a> (pdf) e <a title="vai sul sito di Guaraldi Editore" href="http://www.guaraldi.it/scheda.php?lang=it&amp;id=725&amp;type=tit"> cartacea</a> (print on demand).</p>
<p>Gli atti vengono rilasciati con licenza Creative Commons 2.5 (<a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/deed.it">CC-BY-NC-SA 2.5</a>).</p>
<p style="text-align: right">Noa Carpignano</p>
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		<title>Sulla categoria Aggiornamenti</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 08:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ebookfest2010</dc:creator>
				<category><![CDATA[aggiornamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il feed di questa categoria (in bella mostra sulla destra dello schermo) vi permetterà la visualizzazione degli aggiornamenti: c&#8217;è molto materiale video da elaborare e qualche contributo definitivo in dirittura d&#8217;arrivo. Vi avvertiremo con un post se c&#8217;è qualcosa di nuovo che bolle nel nostro pentolone. Buona lettura!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-720" src="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/11/aggiornamenti.jpg" alt="" width="390" height="399" /></p>
<p>Il feed di questa categoria (in bella mostra sulla destra dello schermo) vi permetterà la visualizzazione degli aggiornamenti: c&#8217;è molto materiale video da elaborare e qualche contributo definitivo in dirittura d&#8217;arrivo. Vi avvertiremo con un post se c&#8217;è qualcosa di nuovo che bolle nel nostro pentolone.</p>
<p>Buona lettura!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Teologia della redazione a venire&#8221;: resistenza psicologica e difficoltà oggettive, i problemi della conversione nella piccola editoria [2]</title>
		<link>http://ebookfest2010.bibienne.net/2010/09/12/teologia-della-redazione-virginio-sala/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 11:20:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ebookfest2010</dc:creator>
				<category><![CDATA[3° giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Castello Malaspina, stanza del guardaroba]]></category>
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		<description><![CDATA[di Virginio B. Sala Università di Firenze www.viacartesio.eu [intervento nella tavola rotonda moderata da Maria Cecilia Averame] ______________ C’è molta preoccupazione per il tema della “conversione”, a quanto pare. Ma non penso che sia davvero la cosa importante. Intanto, bisogna ricordare sempre che la realtà in cui ci troviamo a operare è in movimento: un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Virginio B. Sala</strong><br />
Università di Firenze<br />
<a href="http://www.viacartesio.eu">www.viacartesio.eu</a></p>
<p>[intervento nella tavola rotonda moderata da <a href="http://ebookfest2010.bibienne.net/2010/09/12/teologia-della-redazione-a-venire-resistenza-psicologica-e-difficolta-oggettive-i-problemi-di-conversione-nella-piccola-editoria/">Maria Cecilia Averame</a>]</p>
<h1><span style="color: #54bdf1">______________</span></h1>
<p><a href="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/09/img_6651.jpg"><img src="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/09/img_6651.jpg" alt="" width="390" height="260" /></a><br />
C’è molta preoccupazione per il tema della “conversione”, a quanto pare. Ma non penso che sia davvero la cosa importante.<br />
Intanto, bisogna ricordare sempre che la realtà in cui ci troviamo a operare è in movimento: un anno fa non parlavamo neanche di iPad, oggi è già diventato una specie di oggetto di culto, chissà cosa ci riserva il prossimo anno&#8230; Solo qualche anno fa la parola d’ordine era “disintermediazione”, oggi vediamo riproporsi potentemente la figura del distributore, che ha solo cambiato pelle. Non bisogna concentrarsi troppo su quello che c’è oggi, bisogna invece tenere un atteggiamento il più aperto possibile.<br />
Ci sono alcune cose, invece, che mi sembrano molto importanti, e di cui invece si parla poco o nulla.<span id="more-317"></span></p>
<p>Uno degli aspetti più interessanti del mondo digitale è che ci ha costretti a riformulare il senso di molte attività, a ripensare la loro funzione liberandola dalle contingenze di particolari condizioni fisiche. Per gli editori, significa dover ripensare il proprio ruolo, una volta che si è liberato dal rapporto esclusivo, o almeno privilegiato, con la carta. Ci si rende conto allora che il  “pubblicare” va riesplorato, in un contesto che ci mette a disposizione un repertorio di strumenti molto più ampio.</p>
<p>Parliamo tanto ancora di “libro”, ma se pensiamo al nostro comportamento di lettori o più genericamente di utenti o fruitori, la verità è che non siamo tanto interessati al libro in sé, bensì alla conoscenza, all’informazione, alla formazione, perché no, anche all’intrattenimento. Per qualche secolo, la tecnologia del libro è stata la risposta migliore a queste esigenze, e si è tanto perfezionata che oggi sembra a molti l’unica risposta degna di questo nome.</p>
<p>Se mi concentro sulla domanda (conoscenza, informazione, formazione, intrattenimento), mi rendo conto però che oggi abbiamo a disposizione molti strumenti diversi e che possiamo scegliere fra tecnologie diverse o fra mix di tecnologie differenti, per svolgere al meglio il nostro compito, in funzione di quello che deve essere comunicato, di chi comunica e a chi comunica, e genericamente del contesto.  Questo è il campo in cui hanno sempre lavorato realmente gli editori, e possono continuare a farlo, usando la carta quando è il veicolo più adatto, ma anche altre forme quando si presentano più adeguate.</p>
<p>Molte critiche rivolte agli editori si basano sull’idea che siano solo degli intermediari, lì seduti tranquilli ad aspettare che arrivi un autore con il suo manoscritto che poi non faranno altro che “pubblicare”. Chiunque abbia fatto un po’ questo lavoro sa bene, invece, che gran parte delle opere pubblicate sono il risultato di idee nate dentro la casa editrice: si cercano di interpretare segnali deboli, si cerca di capire quali “cose” interessanti ci siano nel mondo, quali bisogni potrebbero avere i potenziali fruitori; poi si costruisce un progetto, andando a cercare l’autore o gli autori, discutendo del modo migliore di impostarlo e di realizzarlo. Credo che questa funzione sia ancora importante, e che su questo chi vuol fare l’editore debba concentrarsi – “convertendosi” però dalla carta a una visione più ampia, popolata da un numero molto maggiore di possibili “supporti”.</p>
<p>C’è un altro aspetto che penso sia importante: i formati evolvono, qualche volta scompaiono o sono sostituiti da altri. Preoccuparsi troppo della conversione a un formato specifico (ePub, così come è oggi) è probabilmente poco redditizio sul lungo periodo. Bisognerebbe concentrarsi di più sulla rappresentazione del testo che si pone alla base del formato: qual è il modo migliore di rappresentare strutturalmente il testo (nel senso più generale del termine)? DocBook, tanto per fare un esempio? O ci serve qualcosa di più fine? Ogni forma di rappresentazione, bene o male, incorpora un’idea di che cosa sia l’oggetto analizzato, di quali siano le sue parti importanti o significative. Quanto migliore sarà la rappresentazione, tanto più immune sarà ai colpi della sorte (leggi: cambiamenti di formato) e tanto meglio saprò adattarsi ai cambiamenti.</p>
<p>D’altra parte, non bisogna essere troppo remissivi nei confronti di chi realizza il software: che lo faccia pure chi è specializzato, ma se cerchiamo di capire meglio i meccanismi di costruzione dei testi, le loro strutture possibili, e le modalità di fruizione possibili, possiamo anche avanzare delle richieste, formulare i requisiti per le applicazioni. I programmi di lettura sono ancora insoddisfacenti: cercano un po’ troppo di utilizzare la metafora del libro, non fanno molto invece per modellare lo spazio di fruizione, che per molti è anche spazio di lavoro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Teologia della redazione a venire&#8221;: resistenza psicologica e difficoltà oggettive, i problemi di conversione nella piccola editoria [1]</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 11:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ebookfest2010</dc:creator>
				<category><![CDATA[3° giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Castello Malaspina, stanza del guardaroba]]></category>
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		<description><![CDATA[di Maria Cecilia Averame (moderatrice della tavola rotonda) Resp. Editoriale di Quintadicopertina www.quintadicopertina.com ______________ Una tavola rotonda per cui è stato scelto un titolo un pò escatologico: d&#8217;altronde la terminologia ad uso della descrizione e della partecipazione digitale spesso prende in prestito radici bibiliche. Parliamo di salvataggio, di conversione, di second life contrapposta alla real [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Maria Cecilia Averame</strong> (moderatrice della tavola rotonda)<br />
Resp. Editoriale di Quintadicopertina<br />
<a href="http://www.quintadicopertina.com">www.quintadicopertina.com</a></p>
<h1><span style="color: #54bdf1">______________</span></h1>
<p><a href="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/09/img_6690.jpg"><img src="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/09/img_6690.jpg" alt="" width="360" height="240" /></a><br />
Una tavola rotonda per cui è stato scelto un titolo un pò escatologico: d&#8217;altronde la terminologia ad uso della descrizione e della partecipazione digitale spesso prende in prestito radici bibiliche. Parliamo di <strong>salvataggi</strong><strong>o</strong>, di <strong>conversione</strong>, di <strong>second life</strong> contrapposta alla real life, esperti in materia si propongono come &#8216;eretici digitali&#8217;&#8230; Così per il web, ancor più per l&#8217;editoria digitale: possibile che ci si ritrovi così spesso a parlarne come se si dovesse affrontare un &#8216;atto di fede&#8217;?<span id="more-319"></span></p>
<p>In psichiatria poi, il termine &#8216;conversione&#8217; indica quel comportamento per cui si ha una <strong>trasposizione del conflitto psichico in sintomi fisici e sensoriali</strong>. Un malessere psicologico che si manifesta sintomi fisici e corporali, che nascondono il vero problema che c&#8217;è dietro, probabilmente nemmeno chiaramente identificato.<br />
E quando si parla del cambiamento che sta avvenendo nel mondo editoriale, forse molti dei timori più nominati (la mancanza dell&#8217;odore della carta, il timore della scomparsa di figure editoriali, di valori) nascondono se non altre paure, una mancata definizione delle problematiche che il passaggio al digitale comporta.</p>
<p>Forse, per convertirci, abbiamo bisogno non tanto di un atto di &#8216;fede&#8217;, ma dell&#8217;identificazione della causa primaria del malessere, perché per riconoscere una paura c&#8217;è bisogno di chiamarla con il giusto nome.<br />
Tre giorni di incontri e dibattiti sull&#8217;editoria digitale ci possono essere di aiuto per riuscire ad affrontare le resistenze psicologiche, e passare da un livello emotivo dove si ragiona su paure o su atti di fede, ad un momento razionale dove concentrarsi sulle difficoltà oggettive. Difficoltà che, al terzo giorno, abbiamo citato e chiarito: non si tratta, in fin dei conti, di fare altro che tirare le somme, e ripensare i processi che ci sono stati.</p>
<p><strong>Conversione.</strong> Possiamo indicare tre conversioni che sta attraversando l&#8217;editoria in questa fase:</p>
<p style="padding-left: 30px">Una <strong>conversione della filiera editoriale di produzione di un testo all&#8217;interno delle case editric</strong><strong>i</strong>. Come cambia (se deve cambiare) la professionalità di chi fa editoria? Quali nuove figure servono, quali strumenti abbiamo?</p>
<p style="padding-left: 30px">La <strong>conversione dei files</strong>, la digitalizzazione dei cataloghi cartacei. Chi deve affrontarne la spesa? Quali formati vanno utilizzati? Oggi si parla di .ePub come standard certo su cui lavorare. Ma questa certezza solo otto mesi fa non la avevamo. E i nuovi lettori? E il colore? E il multimediale? Come si può affrontare questa sfida senza correre il rischio di rifare, di nuovo, il lavoro più volte?</p>
<p style="padding-left: 30px"><strong>Conversione della catena editoriale, della distribuzione, della promozione e della vendita</strong>. Il mondo editoriale che si converte al digitale di che genere di promozione necessità? Quali sono gli strumenti? Chi sono i nuovi intermediari e di chi abbiamo realmente bisogno? Non più camion, ma cosa?</p>
<p>Per parlare di questi temi, abbiamo con noi un esperto di editoria digitale e tradizionale, il prof. Virginio Sala dell&#8217;Università di Firenze, che già nel 2000 parlava e scriveva di digitale. Virginio Sala ci aiuta a capire quali sono gli elementi fondanti di un libro. Al di là del formato, delle modalità di diffusione e degli strumenti utilizzati per consultarlo, per noi ha principale importanza il contenuto. Continuando a utilizzare un linguaggio che prende dal trascendentale, Virginio Sala parla dell&#8217;ontologia del testo&#8217;, mostrando quali siano gli elementi fondamentali di un libro, al fine di abbandonare le &#8216;paure vacue&#8217; e concentrarsi sulla sfida editoriale. [vai all'<a title="vai all'intervento di Virginio Sala" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/2010/09/12/teologia-della-redazione-virginio-sala/">intervento di Virginio Sala</a>]</p>
<p>Agostino Quadrino, Laureato in filosofia e in teologia, è direttore editoriale della casa editrice Garamond, specializzata in editoria digitale e multimediale e di rete per la scuola. Con la sua casa editrice già dal 1989 ha &#8216;creduto&#8217; e lavorato per diffondere e promuovere l&#8217;uso didattico delle tecnologie digitali. Con lui possiamo ragionare sul significato, per un editore, del termine &#8216;conversione&#8217;.</p>
<p>Giancarlo Fornei, formatore motivazionale, scrittore &amp; mental coach, è autore di Bruno Editore, casa editrice fondata nel 1987 e che sul digitale scommette molto. Scommessa che pare vincente, visti i dati diffusi recentemente sull&#8217;andamento delle vendite.<br />
Giancarlo Fornei nel suo intervento spiega che non ha avuto bisogno di un particolare atto di fiducia nel digitale: anzi, in un certo senso, è stato l&#8217;editore ad aver fiducia in lui.</p>
<p>Dopo l&#8217;intervento di Giancarlo Fornei prende la parola Mario Guaraldi, editore della omonima casa editrice e professore di editoria presso l&#8217;Università di Urbino, per sottolineare due cose (fra le altre). Riguardo alla conversione del catalogo, chiede chi e come se ne debba occupare. Riprendendo il discorso sulle &#8216;competenze&#8217; chiede di chi sia competenza effettuare questo genere di conversioni? Siamo sicuri che l&#8217;editore si debba trovare solo di fronte ad un mercato che cambia? Guaraldi stimola poi il dibattito riflettendo sui side-effect che l&#8217;editoria digitale può proporre: &#8216;libri o libracci?&#8217; Cosa indica la qualità di un libro, e come evitare che il digitale diventi una scappatoia per facili pubblicazioni &#8216;veloci&#8217;?</p>
<p>Le risposte a questa seconda domanda vengono sia da parte del pubblico stesso: alla fine, è la vendibilità di un testo e l&#8217;eventuale successo di pubblico a decretarne il valore. Che sia su carta o in digitale, questo è sempre accaduto, al di là del genere e del tipo di libro.<br />
Giancarlo Fornei, come autore, accenna al fatto che per lui è importante quanto un libro piaccia al suo lettore, il momento dell&#8217;acquisto in fin dei conti decreta il successo del lavoro suo e dell&#8217;editore, e della reciproca collaborazione.</p>
<p>Questo accenno dà la possibilità di riflettere su un ulteriore spunto: <strong>autore ed editore</strong>, nel digitale, hanno l&#8217;opportunità di un contatto più diretto, sia in fase di progettazione di un testo, quanto nella promozione e nella diffusione. E questo nuovo paradigma di dialogo potrebbe<strong> allargarsi fino ad includere i lettori stessi</strong>, grazie alla possibilità di parlare senza intermediari, grazie alla rete. La community che si è in grado di creare attorno ad un editore o un libro, è un contributo vincente.</p>
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		<title>Le emozioni in digitale</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 10:20:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Enrico Bocciolesi Università di Perugia – Vega ______________ Nella società odierna sono numerose le evoluzioni ed i mutamenti in atto, determinati dall’avvento di nuove tecnologie che, in un contesto sociale frenetico, caotico e liquido (Bauman, 2008), coinvolgono la persona nella sua totalità. Questo cambiamento e successivo passaggio a prodotti digitali ha addotto ad una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Enrico Bocciolesi</strong><br />
Università di Perugia – <a href="http://www.vegajournal.org/">Vega</a></p>
<h1><span style="color: #54bdf1">______________</span></h1>
<p><a href="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/09/EB.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-581" src="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/09/EB-300x243.jpg" alt="" width="300" height="243" /></a></p>
<p>Nella società odierna sono numerose le evoluzioni ed i mutamenti in atto, determinati dall’avvento di nuove tecnologie che, in un contesto sociale frenetico, caotico e liquido (Bauman, 2008), coinvolgono la persona nella sua totalità. Questo cambiamento e successivo passaggio a prodotti digitali ha addotto ad una trasformazione  del testo scritto e delle sue modalità di lettura, oltre al mutamento del rapporto che si ha con le proprie emozioni. L’avvenimento ha carattere globale, perché riguarda non solamente la persona, l’educatore o il formatore, ma interessa in primis la scuola nella sua complessità. Un’intelligenza emotiva che si aggiorna nell’era dell’e-book, le possibilità per riflettere, ipotizzare ma anche intervenire sul prodotto informatico con competenza tecnologica, tenendo presente lo stato attuale dell’arte.<span id="more-139"></span></p>
<p><strong>Introduzione</strong><br />
Oggigiorno la percezione e comprensione del proprio stato emozionale è da ritenersi una priorità per il bambino, in quanto secondo lo psicologo D. Goleman (1996), serve a compensare un equilibrio necessario con le capacità intellettuali e razionali. La rinuncia a un’eventuale “alfabetizzazione emozionale”, porta con sé una possibile limitazione di tipo intellettuale, capace di “generare difficoltà nell’apprendimento scolastico” e nei frequenti rapporti interpersonali che si propongono continuativamente (Goleman, 1996, pp.7-8). Un’emotività che si riqualifica in presenza di contesti innovativi, tecnologici e virtuali, divenendo digitale.<br />
Emozioni che tutti noi percepiamo secondo il contesto in cui ci troviamo, delle persone che abbiamo accanto o delle gesta che stiamo compiendo.</p>
<p>Queste percezioni di tipo emotivo, possono a loro volta essere “positive e nobili come l’entusiasmo, la gioia e l’amore, o negative &#8211; distruttive come l’avversione, l’angoscia e la noia” (Goleman e Tenzin, 2004; Rosati, 2006). Lo stato emotivo delle persone adulte e in particolar modo dei bambini, è spesso subordinato a degli oggetti che si possiedono e si utilizzano. Prodotti che nell’era del web 2.0, dei social network e della recente “quarta rivoluzione” (Roncaglia, 2010) sono riproposti sulla base di nuove realtà e specificità di utilizzo della tecnologia. Le nuove scoperte scientifiche supportano questa riflessione, assicurando al tempo stesso che: l’aumento dell’autoconsapevolezza emotiva (Goleman, 1996) trasposta nello strumento tecnologico consente di aumentare efficacemente il controllo emotivo stesso e la propria capacità di essere empatici.</p>
<p><strong>Emozioni nell’era dei social media</strong></p>
<p>Margie lo scrisse perfino nel suo diario, quella sera. Sulla pagina che portava la data 17 maggio 2157, scrisse: “Oggi Tommy ha trovato un vero libro!”  Era un libro antichissimo. Il nonno di Margie aveva detto una volta che, quand&#8217;era bambino lui, suo nonno gli aveva detto che c&#8217;era stata un&#8217;epoca in cui tutte le storie e i racconti erano stampati su carta.<br />
Si voltavano le pagine, che erano gialle e fruscianti, ed era buffissimo leggere parole che se ne stavano ferme invece di muoversi, com&#8217;era previsto che facessero: su uno schermo, è logico. E poi, quando si tornava alla pagina precedente, sopra c&#8217;erano le stesse parole che loro avevano già letto la prima volta.<br />
(<a title="vai al testo aNobii" href="http://www.anobii.com/books/Il_meglio_di_Asimov/9788804398615/01db0992f6c3f48f9a/">Asimov, 1991</a>)</p>
<p>Margie, nel brano estrapolato da Asimov, lo aveva scritto perfino nel suo diario, la scoperta di Tommy era meravigliosa, avevano avuto modo di trovare un vero libro, di carta, che &#8211; informaticamente parlando &#8211; potremmo definire analogico.<br />
Lo stupore e la sorpresa pervasero i due bambini, la scoperta e la curiosità caratterizzarono questo evento che è oggi il riflesso di quanti di noi, nati in un’epoca in cui non si veniva al mondo come nativi digitali (Prensky, 2001), leggere un libro senza le fruscianti pagine sarebbe stato impensabile. Oggi, dopo circa dieci anni dalla prima proposta di un e-book o libro elettronico denominato Softbook (prodotto intorno alla fine del 1998 con i primi lettori di testi elettronici, ereader chiamati Rocket ebook), ci troviamo ad un bivio decisionale, condizionante per il futuro apprendimento del bambino: libro cartaceo o elettronico, analogico o digitale? Quali conseguenze emotive?</p>
<p>Avvalorati da recenti studi in ambito neurologico e psicologico eseguiti sia presso l’Università di Chicago (studio condotto dal neuro scienziato sociale J. Cacioppo), sia nella California State University (con il contributo prodotto nel 2008 a Los Angeles dalle psicologhe K. Subrahmanyam e G. Lin), avendo a riferimento le prime applicazioni sulle tecnologie, la rete e la loro plausibile utilizzazione, si può ipotizzare la produzione di un condizionamento a livello emozionale da parte di nuovi media presenti nella società attuale. Una realtà sociale che non molto tempo fa, vedeva lo strumento informatico e tecnologico come connesso ad una rete di comunicazioni che, paradossalmente era vista come una sconfinata area inanimata, priva di vita per le relazioni sociali ed emozionali. In questo periodo assistiamo all’avvento di una nuova serie di modificazioni, influenzate dalla presenza dei social media, capaci di colmare gap tecnologici creatisi in precedenza e ad attribuire un’accezione di positività allo strumento informatico.</p>
<p>Il testo cartaceo ha in qualche modo accompagnato l’uomo in questa “mediamorfosi” (Fidler, 2000), sin dalla seconda rivoluzione, quella che si contraddistingue per essere “della cultura manoscritta o chirografica” (Baldini, 2003, p.44). Un libro, a partire dalle prime trascrizioni manoscritte, era per quei pochi che potevano permetterselo; motivo di vanto, entusiasmo e gioia, sia per la rarità che esso rappresentava nel contenuto, sia per il valore che si attribuiva alla coperta, spesso ornata di materiali preziosi (Stussi, 2007).<br />
Con il ri-mediarsi delle tecnologie della scrittura (Bolter, 1993), la presenza e successiva evoluzione della stampa a caratteri mobili dell’orafo Gutenberg (McLuhan, 1976) fa sì che si diffonda l’alfabetismo e l’interesse appassionante nei riguardi di quell’oggetto, a forma rettangolare, composto da dei fogli sottili, inclusi tra due pagine perlopiù rigide a protezione di esso. Così la curiosità, l’interesse, e l’amore per il sapere consentono ai testi analogici, di diffondersi e modificarsi nella loro stessa struttura. Emozioni in grado di sollecitare delle modifiche in corso d’opera a questo prodotto e, come delle folgorazioni intervengono su chi legge, lasciando nel fruitore del testo una percezione positiva.</p>
<p>Con il passare dei secoli la scuola di tutti, pubblica, si appropria del testo scritto come strumento, mezzo e veicolo d’informazioni ma anche ausilio per l’apprendimento. I bambini iniziano così a vivere appieno il mondo, costellato da testi scolastici &#8211; detti sussidiari -, letture fantastiche, fiabe e favole che catturano il giovane lettore in un contesto immaginifico che lo spinge a sognare. Pagine di carta bianca, gialla, arancio, o azzurro come i libri illeggibili di Bruno Munari, oppure pieni d’immagini che fanno volare con la fantasia e avvicinano il bambino nello stabilire un rapporto di empatia (Rifkin, 2009, pp. 171-172) con il soggetto del testo in lettura: tanti Cenerentola, Biancaneve, Re Artù, Principe Azzurro e altri si sono appropriati della nostra fanciullezza. Letteratura per l’infanzia, per gli adulti, collane di narrativa, pedagogia, scienze, arte, poesia, musica e quanto altro pensiamo di aver letto e sfogliato, oggigiorno, nel XXI secolo, è affiancato dal supporto digitale, e-book e e-book reader.</p>
<p>Si passa così dalla “carta allo schermo” (Roncaglia, 2010, p. 52), da un testo statico a uno dinamico, da lineare a reticolare, che per l’adulto può rappresentare una fonte di imbarazzo, incomprensione, distacco, perché come la gran parte dei media tecnologici e informatici richiede una nuova forma di alfabetizzazione, digitale, mentre per il bambino non è così. Secondo M. McLuhan “quando nuove tecnologie si impongono in società da tempo abituate a tecnologie più antiche, nascono ansie di ogni genere” (McLuhan, 2008). Sicuro è che l’e-book reader mobilita alla coscienza collettiva &#8211; richiesta da un eventuale flusso elettronico di informazioni &#8211; e attiva quei comportamenti esplorativi di cui parlò nel 1960, D. E. Berlyne nel suo famoso libro Conflitto, attivazione e creatività (Berlyne, 1971), strettamente legati alla curiosità, che lo spingono a sperimentare il nuovo oggetto d’uso. Rappresenta un aspetto interessante, capace di sviluppare ed esercitare la mente, consentendo al bambino e alla persona adulta di adattarsi all’ambiente, sia esso reale o virtuale, purché interessante.</p>
<p>“I sensi sono la porta dell’anima” asseriva Maria Montessori mentre cercava di stimolare, con materiali definiti pre-fabbricati, il tatto, la vista ed anche l’olfatto (Montessori, 1962; Rosati e De Santis, 2004, pp. 47-49). Quindi esplorazione, creatività e percezione sensoriale vanno di pari passo con l’evoluzione tecnologica  che, per i nuovi nativi digitali, è alla base di ogni media di comunicazione. Il rapporto dei bambini di oggi con lo strumento tecnologico è usualmente positivo, in quanto risultano essere già alfabetizzati e tuttavia attratti da tale settore, questo approccio rende pertanto favorevole l’introduzione dell’e-book nella scuola italiana.</p>
<p>Si insinua che entro il 2012 i testi cartacei saranno sostituiti da quelli virtuali ma, questa metamorfosi mediatica deve essere preceduta da numerosi interventi a favore di essa. Diviene perciò necessaria e auspicabile la realizzazione di seminari, incontri, convegni teorici e pratici, veri e propri laboratori di e-book,  per insegnanti di ogni ordine e grado,  al fine di ottenere una maggiore consapevolezza del mezzo.<br />
Oltre ad una buona base tecnologica e conoscitiva del testo elettronico, servirà un pratico, leggero, affidabile e poco costoso lettore di testi digitali, e-book reader.<br />
In seguito si dovranno rendere consapevoli e informate le stesse famiglie sulla necessità di poter provvedere a far avvicinare il bambino al “libro in cornice”, anche se la parte più impegnativa spetterà alla scuola.</p>
<p>Approfittando dell’interesse che questa nuova forma testuale coadiuva su di sé da parte dei giovani utilizzatori, si può, rifacendosi come possibile linea al “costruzionismo” di Seymour Papert (Capponi, 2008, pp. 43-45), apprendere dai propri errori, cioè sperimentare con la classe in maniera attiva. Un coinvolgimento partecipato di insegnante e alunno per la scoperta della novità, del funzionamento e uso del libro elettronico in classe, strettamente connesso, se non direttamente vincolato, alla esigenza di porre quesiti, cercare possibili soluzioni, perché no, realizzare dei semplici schemi e brainstorming, ma soprattutto errando, ovvero, imparare sbagliando. Tuttavia tale approccio positivo, riesce a generare e profondere gioia nel bambino che si sente facilitato da un insegnante che non è guida ma, ausilio e sostegno. In questo caso possiamo parlare di emozioni digitali, prodotte dai nativi tecnologici e che si diffondono sia nell’ambiente reale sia in quello virtuale.</p>
<p><strong>Conclusione</strong><br />
Pertanto è opportuno sollecitare a ulteriori riflessioni ed approfondimenti in merito, poiché le numerose e continue ricerche in campo tecnologico, emozionale e psicologico esortano al ricorrente aggiornamento delle ipotesi precedentemente proposte. Tali peculiarità consentiranno il rinnovamento necessario delle pratiche e metodologie educative in sincronia con eventuali contributi e approfondimenti degli stati emotivi e dell’emotività. Il focalizzare l’attenzione su teorie, oggetti e aspetti caratterizzanti sia per una società mediale, sia per la realtà scolastica consentirà di “rispondere alle formidabili sfide della globalità e della complessità nella vita quotidiana, sociale, politica, nazionale e mondiale” (Morin, 2000, pp. 28-29).</p>
<p><strong>Biblio-sitografia presente su: </strong><a title="bibliografia su aNobii" href="http://www.anobii.com/ebookfest2010/books">aNobii</a>, <a title="bibliografia su GoogleBooks" href="http://tinyurl.com/233auxh">GoogleBooks</a> e <a title="biblio-sitografia su Delicious" href="http://www.delicious.com/ebookfest/bibliografia_Bocciolesi">Delicious</a>.</p>
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		<title>&#8220;Per amore o per forza?&#8221;: note a margine sull&#8217;obbligatorietà dei libri di testo [1]</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 10:00:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Maria Grazia Fiore (moderatrice della tavola rotonda) docente e formatrice Università degli Studi di Foggia Blog personale: Speculum Maius ______________ Il libro di testo non è un libro qualsiasi e la sua storia non è assimilabile a quella del libro tout court. Lo specifico contesto di utilizzo ha fatto sì che nel tempo potesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Maria Grazia Fiore </strong>(moderatrice della tavola rotonda)<br />
docente e formatrice<br />
Università degli Studi di Foggia<br />
Blog personale: <a title="vai sul blog Speculum Maius" href="http://speculummaius.wordpress.com">Speculum Maius</a></p>
<h1><span style="color: #54bdf1">______________</span></h1>
<p><a href="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/09/58986_1491331696708_1636481291_1177913_1884047_n.jpg"><img src="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/09/58986_1491331696708_1636481291_1177913_1884047_n.jpg" alt="" width="390" height="285" /></a></p>
<div>
<p>Il libro di testo non è un libro qualsiasi e la sua storia non è assimilabile a quella del libro <em>tout court</em>.</p>
<p>Lo specifico contesto di utilizzo ha fatto sì che nel tempo potesse essere contraddittoriamente usato tanto come potente strumento di controllo culturale (l’opera di <a title="vai a &quot;Editoria scolastica e libri di testo nel ventennio fascista&quot;" href="http://www.history-on-line.eu/userfiles/School%20Publishing%20-%20Macerata(1).pdf">fascistizzazione e successiva defascistizzazione</a> [pdf] dei testi scolastici è l’esempio a noi più vicino) quanto come garanzia di libertà d’insegnamento, non dismettendo mai il ruolo implicito di “metronomo” del progressivo e regolare svolgersi del “programma”, qualunque esso fosse.</p>
<p>La sua storia si intreccia strettamente con quella di un modello trasmissivo fondato su una “gestione burocratica del sapere” (Ardoino 2001, 15) ed una sua &#8220;distribuzione ordinata”, regolata secondo l’articolazione disciplinare delle conoscenze e una relazione comunicativa uno-a-molti, asimmetrica e unidirezionale.<span id="more-499"></span></p>
<p>E’ la storia del<strong> primato</strong> di un <strong>approccio cognitivo</strong> &#8211; caratterizzato da informazioni acquisite in modo lento e controllato da un numero limitato di fonti, tramite processi singoli e ben definiti &#8211; ma anche di quello del<strong> codice verbale</strong>, del <strong>lavoro individuale</strong> e della<strong> linearità dei contenuti</strong>, a scapito di logiche reticolari e di un pensiero visivo ridotto a una fase &#8220;preparatoria&#8221; al pensiero astratto o ad una specie di stampella a cui ricorrere quando quest&#8217;ultimo si trova in difficoltà.</p>
<p>E’ la storia del primato di un testo chiuso e concluso, pensato e scritto seguendo un filo narrativo teorico non sempre rispondente al contesto materiale ed relazionale in cui lo si utilizzerà.</p>
<p>In estrema sintesi è la storia di un libro a stampa utilizzato in un preciso contesto di cui ha influenzato la <em>forma</em> e il <em>dispositivo</em> (Massa, 1997).<br />
L’attenzione per il supporto che veicola il testo non è casuale, dato che l’importanza e la centralità dell’apprendimento mediante testo a  stampa ha acquisito sempre più importanza e centralità nei sistemi educativi contemporanei, grazie al vantaggio economico di poter riprodurre numerose copie di testi e di insegnare contemporaneamente a gruppi sempre più numerosi.</p>
<p>E sono &#8211; <em>in primis</em> &#8211; le ragioni economiche che stanno imponendo la transizione al digitale del libro di testo.</p>
<p>Ma &#8211; al di là dell’impossibilità dei docenti di sottrarsi a tale obbligo &#8211; qual è la loro opinione su questo strumento di lavoro, oggi? Può l’adeguamento alla necessità implicare in automatico la virtù di innovare quelle prassi didattiche stancamente ed esclusivamente trascinate dal rito salvifico di “Aprite il libro a pagina&#8230;”? Le ragioni di una <a title="vai alla petizione promossa dalla Mailing List &quot;La Scuola&quot;" href="http://www.territorioscuola.com/autonomia/libri.htm">petizione</a> che già nel 1997 chiedeva l’abolizione dell’obbligatorietà dei libri di testo continuano ad avere senso ancor oggi?</p>
<p>Ad aprire il dibattito è stato <strong>Mario Mattioli</strong> (docente e membro del network <a title="vai al Ning de La scuola che funziona" href="http://www.lascuolachefunziona.it/">La scuola che funziona</a>), che ha illustrato i principali risultati del <a title="vai all'analisi dei risultati del sondaggio" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/2010/09/10/serve-ancora-il-libro-di-testo-se-si-quale-la-funzione-la-forma-lutilizzo-nellera-del-digitale-e-di-internet/">sondaggio promosso dal network sul libro di testo</a> e qualche dato tra più rilevanti circa la discussione che si è svolta in merito. A seguire, <strong><a title="vai al contributo di Maurizio Chatel" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/2010/09/12/adozione-obbligatoria-ovvero-il-%E2%80%9Cghiaccio-bollente%E2%80%9D-della-gelmini/">Maurizio Chatel</a></strong> (docente e responsabile scientifico area umanistica BBN) ha dato voce alle perplessità derivanti da un obbligo di adozione dei testi digitali calato dall&#8217;alto &#8220;senza la minima preparazione strutturale, finanziaria e culturale&#8221;,  così come denunciato nel suo post <a title="vai al post Effetto boomerang" href="http://chatel.bibienne.net/2009/04/05/effetto-boomerang/">&#8220;Effetto boomerang&#8221;</a> del 5 aprile 2009.</p>
<p><strong><a title="vai all'intervento di Marina Boscaino" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/2010/09/12/per-amore-o-per-forza/">Marina Boscaino</a></strong> (docente e pubblicista) ha affrontato invece il problema delle adozioni di libri di testo per la &#8220;nuova scuola&#8221; targata Gelmini che, nonostante l&#8217;imminente partenza, deve fare i conti con una semplice la bozza delle Indicazioni nazionali mentre <strong>Valeria Pasquino</strong> (docente di scuola primaria) ci ha parlato della sua scelta per forme alternative all&#8217;uso dei libri di testo sin dall’inizio della sua carriera.</p>
<p>Ho reputato importante dare voce a chi abitualmente manipola, rielabora, trasforma e produce il materiale didattico necessario al proprio lavoro, mettendo da parte il libro di testo per utilizzarlo come un database essenziale per prendere qui e lì ciò che serve. E questo perché (al di là delle disquisizioni, talvolta un po’ eteree, sulla linearità/non linearità del testo e la reticolarità delle relazioni e delle conoscenze), il libro di testo di cui si parla sembra troppo spesso pervicacemente agganciato al modello tradizionale in versione cartacea, così come si continuano a confondere due piani di discussione che dovrebbero rimanere ben distinti (come ho già <a href="http://speculummaius.wordpress.com/2009/05/26/schoolbookcamp-note-di-viaggio/">scritto l’anno scorso</a>): quello dell’avvento del passaggio cartaceo/digitale e quello delle discussioni relative all’opportunità di liberare i percorsi di insegnamento/apprendimento dalla dittatura della <a href="http://nemus.provincia.venezia.it/Schol/esperimento.htm">modalità simbolico-ricostruttiva</a>.</p>
<p>L’<strong>obbligatorietà del libro</strong> <strong>di testo</strong> è allora da ridiscutere nei termini in cui ognuno deve poter scegliere tra materiali, forme e contenuti didattici che più si adeguano al proprio (e altrui) stile di insegnamento (e apprendimento). Al testo digitale non dobbiamo chiedere di fare le stesse cose che facciamo con i libri “tradizionali”, concordavamo con <a title="vai al contributo di Davide Mana" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/2010/09/11/la-curiosita-e-un-treno-senza-rotaie-narrative-non-lineari-e-strategie-di-apprendimento/">Davide Mana</a>: dove sarebbe il senso dell&#8217;innovazione?</p>
</div>
<p><strong>Sito-bibliografia presente su: <a title="vai alla bibliografia su aNobii" href="http://www.anobii.com/ebookfest2010/books">aNobii</a> </strong>e <strong><a title="vai alla sitografia su Delicious" href="http://www.delicious.com/ebookfest/sitografiaTAVOLAROTONDA_Fiore">Delicious</a>.</strong></p>
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		<title>&#8220;Per amore o per forza?&#8221;: note a margine sull&#8217;obbligatorietà dei libri di testo [2]</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 10:00:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Marina Boscaino docente e giornalista [intervento nella tavola rotonda moderata da Maria Grazia Fiore] ______________ Per il secondo anno ho partecipato alle non-conferenze di Fosdinovo e per la seconda volta ho avuto l&#8217;impressione che possa ancora esistere una comunità di persone che abbiano qualcosa da dire, indipendentemente dallo sloganismo di maniera che inquina in molte sedi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Marina Boscaino</strong><br />
docente e <a title="vai al sito de Il fatto quotidiano" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/MBoscaino/">giornalista</a></p>
<p>[intervento nella tavola rotonda moderata da <a title="vai alla presentazione della tavola rotonda" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/2010/09/12/per-amore-o-per-forza-note-a-margine-sullobbligatorieta-dei-libri-di-testo/">Maria Grazia Fiore</a>]</p>
<h1><span style="color: #54bdf1">______________</span></h1>
<p><img class="alignnone" src="http://www.ebookfest.it/wp-content/uploads/2010/10/img_6826.jpg" alt="" width="368" height="246" /></p>
<p>Per il secondo anno ho partecipato alle non-conferenze di Fosdinovo e per la seconda volta ho avuto l&#8217;impressione che possa ancora esistere una comunità di persone che abbiano qualcosa da dire, indipendentemente dallo sloganismo di maniera che inquina in molte sedi il dibattito sulla scuola in questo momento. Non è un risultato marginale. Quest&#8217;anno sono stata chiamata da Noa e Maria Grazia come interlocutrice in una tavola rotonda. <a title="vai alla presentazione della tavola rotonda" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/2010/09/12/per-amore-o-per-forza-note-a-margine-sullobbligatorieta-dei-libri-di-testo/">“Per amore o per forza: note a margine dell&#8217;obbligatorietà dei libri di testo”</a>.</p>
<p>Confesso il mio scetticismo iniziale: un mio pregiudizio relativo al fatto che il problema dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;adozione possa oggi rappresentare un tema significativo, mentre la scuola viene vessata da ben altri provvedimenti, che ne impoveriscono il carattere emancipante e di strumento di “rimozione degli ostacoli”, come recita l&#8217;art. 3 della Costizione.<span id="more-563"></span></p>
<p>Il disinvestimento programmatico e sistematico sulla scuola ha prodotto effetti tali – dal punto di vista culturale, sociale, della cittadinanza – talmente enormi e negativi che nessun libro di testo, su qualsiasi dispositivo, anche i migliori, potranno mai scongiurare la caduta libera del sistema scuola. Questi 2 anni di mobilitazione e di impegno pressante sulle condizioni della scuola mi hanno fatto entrare a contatto con una  condizione di disagio diffusa e omogenea molto profonda, che parte da lontano, che porterà – considerati i provvedimenti dell&#8217;attuale governo – molto lontano dagli obiettivi della scuola democratica.</p>
<p>E invece la domanda di Maria Grazia sulle Indicazioni Nazionali ha aperto un nuovo fronte di riflessione, che – grazie anche agli interventi degli altri partecipanti – si è subito rivelato interessante e potenzialmente ricco di sviluppi. Mi sono occupata per <a title="vai al sito di ProteoFareSapere" href="http://www.proteofaresapere.it/">ProteoFareSapere</a> di compiere un&#8217;analisi su queste bozze per quanto riguarda il mio gruppo disciplinare (Italiano e Latino al triennio). Le Indicazioni Nazionali – i programmi, come si chiamano più comunemente – mentre scrivo sono ancora in bozza, nel senso che non hanno valore di legge, dal momento che non hanno percorso l&#8217;iter giuridico che le renderebbe tali. Eppure zelanti case editrici si sono affrettate a licenziare libri di testo che accogliessero – già in maggio, quando i collegi dei docenti sono stati chiamati ad adottare i testi per il corrente anno scolastico – gli indirizzi di contenuto di quelle bozze.</p>
<p>Nel merito  non posso che entrare marginalmente: si tratta di un affrettato copia-incolla, che il ministero ha prodotto variando in maniera totalmente irragionevole sezioni delle tradizionali scansioni (la letteratura italiana delle origini – la più ostica! &#8211; spostata al termine del secondo anno di liceo, durante il quale si leggono anche i Promessi Sposi, per esempio; la conseguente solita enfasi sul Novecento (da più di 10 anni annuncio sostanzialmente ignorato e non praticato dalla nostra scuola); mancanza di una specifica definizione di competenze, a vantaggio di una centralità assoluta delle conoscenze disciplinari; attaccamento ai vecchi programmi invece che individuazione di “nuclei fondamentali e imprescindibile”; nessun interesse per la pluridisciplinarità; nessun cenno alla necessità di un rinnovamento dei paradigmi epistemologici delle discipline per accompagnare il cambiamento di un mondo sempre più complesso). Sapore di passato, nemmeno immarcescibile.</p>
<p>Queste modalità rozze e dismesse sono uno dei tanti specchi del modo in cui chi ci governa ha messo mano alla scuola: con disimpegno, con dismissione, con una rinuncia definitiva ad affidare alla scuola stessa un progetto culturale differente dal risparmio ai danni delle fasce più svantaggiate della popolazione e della rinuncia alla costruzione (che significa elaborazione, studio, riflessione, confronto consapevole) di una società della conoscenza che abbia un effettivo peso rispetto alla sviluppo e alla crescita del Paese.<br />
È per questo che il criterio dell&#8217;obbligatorietà del libro di testo può anche rappresentare, in questo specifico momento, un elemento di garanzia nella dissipazione dei fondamentali diritti esigibili: diritto allo studio e all&#8217;apprendimento, diritto alla libertà di insegnamento, diritti alle pari opportunità per tutti i cittadini del nostro Paese.</p>
<p>La giungla di proposte, l&#8217;incedere violento dei localismi, di una logica da diritto di nascita; le dichiarazioni continue di distinzione tra Nord a Sud; il trattamento differente riservato agli studenti dei tecnici e dei professionali (i segmenti ad utenza socialmente più debole) rispetto a quelli liceali impongono una vigilanza ferrea e norme che non lascino margini di arbitrio. E che non avallino criteri di improvvisazione e di fai da te cui molte scuole sembrano propense. E che creerebbero – anche nella strumentazione – ulteriore disomogenietà. Il criterio di autorevolezza – a prescindere dalla specificità del dispositivo (cartaceo o digitale) – deve essere necessariamente quello al quale noi insegnanti e le famiglie dobbiamo esigere di informare le nostre scelte e i prodotti che destiniamo ai nostri alunni. La parola “obbligatorietà” &#8211; come nel caso dell&#8217;obbligo scolastico – assurge in questa accezione a tutela dell&#8217;interesse generale e della scuola come luogo della concretizzazione delle pari opportunità e dell&#8217;inclusione.</p>
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		<title>“La Shoah. Lo sterminio ebraico”: una narrazione multimediale per il progetto Policultura</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 10:00:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Emanuela Bramati Scuola Primaria “Molino Vecchio”, Gorgonzola (MI) sito di classe: quintamolino.altervista.org/ Blog: www.didainformaticaprimaria.blogscuola.it e di Marinella Molinari Scuola Primaria “Eugenio Medea”, Varese Blog: www.didainformaticaprimaria.blogscuola.it ______________ PoliCultura è un’iniziativa del Politecnico di Milano che si pone l’obiettivo di dimostrare come il connubio tra cultura e tecnologia sia possibile e auspicabile. PoliCultura è innanzitutto un’occasione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Emanuela Bramati</strong><br />
Scuola Primaria “Molino Vecchio”, Gorgonzola (MI)<br />
sito di classe: <a href="http://quintamolino.altervista.org/">quintamolino.altervista.org/</a><br />
Blog: <a href="http://www.didainformaticaprimaria.blogscuola.it">www.didainformaticaprimaria.blogscuola.it </a></p>
<p>e di <strong>Marinella Molinari</strong><br />
Scuola Primaria “Eugenio Medea”, Varese<br />
Blog: <a href="http://www.didainformaticaprimaria.blogscuola.it">www.didainformaticaprimaria.blogscuola.it</a></p>
<h1><span style="color: #54bdf1">______________</span></h1>
<p><a href="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/09/11092010007.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-593" src="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/09/11092010007-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><a title="vai al sito di PoliCultura" href="http://www.policultura.it/">PoliCultura</a> è un’iniziativa del Politecnico di Milano che si pone l’obiettivo di dimostrare come il connubio tra cultura e tecnologia sia possibile e auspicabile.<br />
PoliCultura è innanzitutto un’occasione didattica, in quanto propone la realizzazione di una narrazione multimediale e multicanale su un tema culturale. La narrazione viene realizzata mediante il motore “1001storia”, uno strumento autore messo a disposizione gratuitamente dal Politecnico di Milano, in grado di generare automaticamente una versione per CD-rom, una versione Web e una per iPod.<span id="more-137"></span></p>
<div style="width:425px" id="__ss_5421923"> <strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/eBookFest/contributo-bramati-molinari" title="“La Shoah. Lo sterminio ebraico”: una narrazione multimediale per il progetto Policultura">“La Shoah. Lo sterminio ebraico”: una narrazione multimediale per il progetto Policultura</a></strong> <object id="__sse5421923" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=bramatimolinarinarrazionemultimediale-101012042610-phpapp02&#038;stripped_title=contributo-bramati-molinari&#038;userName=eBookFest" /><param name="allowFullScreen" value="true"/><param name="allowScriptAccess" value="always"/><embed name="__sse5421923" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=bramatimolinarinarrazionemultimediale-101012042610-phpapp02&#038;stripped_title=contributo-bramati-molinari&#038;userName=eBookFest" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object>
<div style="padding:5px 0 12px"> View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/eBookFest">eBookFest Fosdinovo 2010</a> </div>
</p></div>
<p>Nel nostro intervento abbiamo illustrato il processo editoriale che ha portato alla costruzione della <a title="vai alla narrazione multimediale" href="http://131.175.16.134/meus/ita/meuslive/meuslive.php?projectid=502&amp;wget=1">narrazione multimediale “La Shoah – Lo sterminio ebraico”</a>, nella classe V A della Scuola Primaria “Molino Vecchio” di Gorgonzola (MI). Raccontare una storia o una esperienza è un’attività molto amata dai bambini della scuola primaria e implica una serie di importanti benefici didattici. Se poi si ha la possibilità di raccontare utilizzando la multimedialità il livello di motivazione, di coinvolgimento e di impegno dei bambini aumenta notevolmente.</p>
<p><strong>La fase di progettazione</strong><br />
In un primo momento abbiamo visionato alcune narrazioni multimediali realizzate nella precedente edizione e la possibilità di vedere il prodotto finito ha accresciuto nei bambini la “voglia di fare” altrettanto.<br />
Occorreva innanzitutto scegliere il tema da trattare e tutti concordavano sul fatto che dovesse essere un argomento coinvolgente e di forte impatto emotivo. Poco tempo prima, in occasione della Giornata della Memoria, avevamo trattato il tema della Shoah, soprattutto in riferimento al campo di Terezin dove furono rinchiusi moltissimi bambini ebrei, tra i quali Helga Weissova, di cui avevamo visto i disegni. La scelta è perciò ricaduta su questo argomento; i bambini hanno espresso il desiderio di approfondirlo nonostante la tragicità dell’evento.<br />
Seguendo le istruzioni fornite dal Politecnico, abbiamo preparato il piano editoriale, caratterizzato da un’alternanza di fatti storici, testimonianze e riflessioni dei bambini. Abbiamo individuato il titolo della narrazione, gli argomenti e i sottoargomenti. Per alcuni argomenti si è deciso di chiedere ai genitori e ai nonni di raccontare esperienze e ricordi.<br />
Successivamente i bambini si sono divisi spontaneamente in coppie e ogni coppia ha scelto liberamente, ma in accordo con i compagni, l’argomento da sviluppare.</p>
<p><strong>Nel laboratorio di informatica</strong><br />
È quindi iniziata la fase che prevedeva l’utilizzo diretto del computer.<br />
Prima di tutto abbiamo inserito nel motore il piano editoriale, per avere la visione globale del lavoro che saremmo andati a svolgere.<br />
In seguito i bambini hanno scritto i testi e cercato le immagini, visitando alcuni siti che erano stati inseriti in precedenza nel sito di classe. Ogni coppia ha letto il materiale fornito e ha selezionato le notizie che riteneva più importanti, riscrivendole e rielaborandole con Word. Per la ricerca delle immagini, abbiamo utilizzato Google, inserendo opportune parole chiave. Le immagini trovate sono state salvate nella cartella di coppia, precedentemente preparata, insieme al file di testo.<br />
Ogni tanto facevamo il punto della situazione, per eventuali modifiche o integrazioni. Ogni bambino ha tenuto un diario di bordo personale, per avere sempre presente il cammino percorso insieme.<br />
Il passo successivo è stato la registrazione delle voci con il programma MyMP3. Ogni coppia, munita di cuffia e microfono, ha letto e registrato il testo che aveva predisposto e il file è stato salvato nella rispettiva cartella.<br />
Testi, immagini e file audio sono stati infine inseriti nel motore, che i bambini hanno imparato a gestire senza difficoltà. Insieme alle immagini reperite in Internet, hanno inserito i disegni che ciascuno di loro aveva realizzato sull’argomento. Uno di questi è stato scelto come copertina della narrazione, tramite votazione.</p>
<p><strong>Conclusioni</strong><br />
La progettazione/realizzazione della narrazione ha visto la partecipazione corale di tutta la classe ed è stato questo l’aspetto didattico più significativo: avanzare proposte, confrontarle, valutarle per selezionare argomenti e sottoargomenti, ha comportato per gli alunni un’attenta attività di riflessione, senza perdere di vista l’obiettivo finale della narrazione.<br />
I bambini si sono sentiti “protagonisti” del percorso, che è stato costruito grazie al contributo personale e creativo di ciascuno. La preparazione dei testi, la ricerca delle immagini, la realizzazione dei disegni, la registrazione delle voci hanno consentito lo sviluppo di abilità importanti, sia nell’ambito cognitivo sia in quello socio-relazionale: la capacità di analisi e sintesi, di confronto e di valutazione critica, la capacità di espressione scritta e grafica, il controllo dell’emotività nella fase della registrazione, la capacità di collaborare e di impegnarsi per un obiettivo comune, il rispetto del punto di vista altrui. L’utilizzo delle nuove tecnologie ha reso tutto più “leggero” e coinvolgente: visualizzare sul monitor e condividere con gli altri il risultato del proprio lavoro è stato molto gratificante per i bambini.</p>
<p><strong>Update: riflessioni dopo il convegno&#8230;</strong><br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Che cos’è un ebook? Quali caratteristiche deve avere?</strong><br />
Durante il convegno a Fosdinovo ci siamo ripetutamente poste queste domande. Numerosi sono gli input emersi dalle relazioni e dai seminari.<br />
A nostro parere un ebook non può essere la semplice trasposizione in digitale di un pdf. La natura digitale del libro elettronico implica che vengano utilizzate tutte le opportunità offerte dalla Rete: la condivisione, la multimedialità, la multicodicalità, l’interattività, la modificabilità e l’integrazione. Un ebook, o meglio, come detto da <a title="vai all'intervento di Roberto Maragliano" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/2010/09/11/oggetti-soggetti-e-altro-nellapprendimento/">Roberto Maragliano</a>, un ibook (i=internet), deve aprire al mondo della Rete e dare nuove opportunità di conoscenza, non può essere fine a se stesso e chiuso in se stesso. L’utilizzo di linguaggi plurimi può soddisfare quelle “abitudini mentali” cui ha fatto riferimento <a title="vai all'intervento di Maria Grazia Fiore" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/2010/09/11/le-mappe-digitali-nella-didattica-tra-testo-e-contesto/">Maria Grazia Fiore</a> nel suo intervento, affinché sempre più persone possano e siano in grado di fruirne sulla base delle “proprie abitudini mentali”.</p>
<p><strong>Quale format per gli ebook?</strong><br />
A nostro parere non ci deve essere un format definito: narrazioni, presentazioni, filmati, file audio, animazioni, giochi, raccolte di immagini e/o contenuti testuali, tutti questi elementi individualmente o opportunamente mixati potrebbero essere definiti ebook.</p>
<p><strong>Come deve essere un ebook per bambini di scuola primaria?</strong><br />
Accattivante, interattivo, reticolare ma ben definito negli obiettivi, animato, con contenuti testuali e iconici, deve lasciare dei punti in sospeso, suscitare degli interrogativi che aprano a nuove conoscenze, deve mettere “alla prova” i bambini, stimolandoli all’intervento attivo e costruttivo. L’ebook non deve essere un punto di arrivo, bensì un punto di partenza: i bambini diventeranno a loro volta autori e l’ebook originario non sarà più lo stesso.<br />
Perché non chiedere ai fruitori diretti, ovvero i bambini, come dovrebbe essere un ebook? Cosa dovrebbe contenere? Perché non proporre loro la progettazione di un libro elettronico?</p>
<p>E infine… Anche questa relazione potrebbe essere considerata un ebook?</p>
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		<title>Adozione obbligatoria, ovvero il “ghiaccio bollente” della Gelmini</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 10:00:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Maurizio Châtel docente e responsabile scientifico area umanistica BBN editrice Blog: Insegnare stanca&#8230; [intervento nella tavola rotonda moderata da Maria Grazia Fiore] ______________ Ho già avuto modo di scrivere come la penso sulla circolare Gelmini per l’adozione obbligatoria dei testi digitali dall’anno scolastico 2012. Vorrei ora fare un passo avanti e riflettere sulle reali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Maurizio Châtel</strong><br />
docente e responsabile scientifico area umanistica <a title="vai al sito della Bibienne Editrice" href="http://bibienne.com/">BBN editrice</a><br />
Blog: <a title="vai sul blog Insegnare stanca" href="http://chatel.bibienne.net/">Insegnare stanca&#8230;</a></p>
<p>[intervento nella tavola rotonda moderata da <a title="vai alla presentazione della tavola rotonda" href="http://ebookfest2010.bibienne.net/2010/09/12/per-amore-o-per-forza-note-a-margine-sullobbligatorieta-dei-libri-di-testo/">Maria Grazia Fiore</a>]</p>
<h1><span style="color: #54bdf1">______________</span></h1>
<p><a href="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/09/img_6810.jpg"><img src="http://ebookfest2010.bibienne.net/files/2010/09/img_6810.jpg" alt="" width="390" height="260" /></a></p>
<p>Ho già avuto modo di <a href="http://chatel.bibienne.net/2009/04/05/effetto-boomerang/">scrivere come la penso</a> sulla circolare Gelmini per l’adozione obbligatoria dei testi digitali dall’anno scolastico 2012. Vorrei ora fare un passo avanti e riflettere sulle reali difficoltà dell’applicazione di quell’insensato <em>ukase</em>. Parlavo allora di una totale carenza di preparazione strutturale, finanziaria e culturale, da parte del ministero, capace di rendere operativa una riforma che non sarebbe esagerato definire epocale. La digitalizzazione dei testi non è infatti un fenomeno riducibile alla semplice trasformazione del testo cartaceo in PDF, ma questo sembra essere il tipo di aspettativa che l’ufficio della Gelmini sottintende nella sua decisione.<span id="more-496"></span></p>
<p>È fin troppo noto a tutti coloro che hanno una minima confidenza con la navigazione in Internet come l’utilizzo di un file PDF aumenti e non semplifichi le difficoltà della lettura. Non parliamo poi se questo file dev’essere usato da una collettività di studenti. È dunque in un’altra direzione che l’editoria scolastica deve marciare per risolvere la questione della manualistica digitale. Ma quale? E qui entrano in gioco le altre gravi carenze di cui sopra: l’assenza di sostegni finanziari alle scuole per migliorare il loro apparato informatico e renderlo accessibile al maggior numero di utenti, e la mancanza di ogni qualsivoglia tipo di formazione dei docenti nell’ambito dei nuovi mezzi di comunicazione “sociale” (o <em>social netwotks</em>).</p>
<p>Le innovazione che alcuni editori, come la BBN, stanno perseguendo richiedono infatti nuove competenze soprattutto da parte degli insegnanti, che sono, nella catena di produzione dei libri di testo (autore-editore-docenti-utenti), l’anello più debole. <a href="http://chatel.bibienne.net/2010/09/15/ebookfest-a-fosdinovo-lo-schoolbookcamp/">Altrove</a> infatti notavo ancora come la resistenza dei professori verso il mondo della rete sia l’ultimo grave ostacolo da superare per una trasformazione del testo digitale in realtà efficace. I blog, i forum, le piattaforme multifunzionali appaiono alla maggior parte degli insegnanti <strong>italiani</strong> (è bene sottolinearlo) come una sorta di terreno minato, la riserva indiana degli adolescenti, un luogo di evasione e cazzeggio di massa. Mentre le università del resto del mondo occidentale stanno “liquefando” (quasi) tutto il loro repertorio didattico nei punti di accesso on-line più diversi, la scuola nostrana ritiene ancora che apparire in rete con nome e cognome e con un proprio scritto sia estremamente “delicato” (quasi pedofilia?).</p>
<p>In sostanza: a prescindere dalle urgenti e fondamentali questioni di principio sulla libertà d’insegnamento e le speculazioni economiche editoriali che conosciamo bene, il primo compito che il mondo della rete e i suoi operatori devono risolvere è l’alfabetizzazione degli insegnanti verso i nuovi sistemi di utilizzo della medesima. L’anello debole va saldato alla realtà, che oggi è fatta di una varietà di accessi alla lettura e allo studio, tra cui il PDF è solo una e non la più efficace.</p>
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