Sep
12

di Virginio B. Sala
Università di Firenze
www.viacartesio.eu

[intervento nella tavola rotonda moderata da Maria Cecilia Averame]

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C’è molta preoccupazione per il tema della “conversione”, a quanto pare. Ma non penso che sia davvero la cosa importante.
Intanto, bisogna ricordare sempre che la realtà in cui ci troviamo a operare è in movimento: un anno fa non parlavamo neanche di iPad, oggi è già diventato una specie di oggetto di culto, chissà cosa ci riserva il prossimo anno… Solo qualche anno fa la parola d’ordine era “disintermediazione”, oggi vediamo riproporsi potentemente la figura del distributore, che ha solo cambiato pelle. Non bisogna concentrarsi troppo su quello che c’è oggi, bisogna invece tenere un atteggiamento il più aperto possibile.
Ci sono alcune cose, invece, che mi sembrano molto importanti, e di cui invece si parla poco o nulla. Read more

Sep
12

di Maria Cecilia Averame (moderatrice della tavola rotonda)
Resp. Editoriale di Quintadicopertina
www.quintadicopertina.com

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Una tavola rotonda per cui è stato scelto un titolo un pò escatologico: d’altronde la terminologia ad uso della descrizione e della partecipazione digitale spesso prende in prestito radici bibiliche. Parliamo di salvataggio, di conversione, di second life contrapposta alla real life, esperti in materia si propongono come ‘eretici digitali’… Così per il web, ancor più per l’editoria digitale: possibile che ci si ritrovi così spesso a parlarne come se si dovesse affrontare un ‘atto di fede’? Read more

Sep
12

di Enrico Bocciolesi
Università di Perugia – Vega

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Nella società odierna sono numerose le evoluzioni ed i mutamenti in atto, determinati dall’avvento di nuove tecnologie che, in un contesto sociale frenetico, caotico e liquido (Bauman, 2008), coinvolgono la persona nella sua totalità. Questo cambiamento e successivo passaggio a prodotti digitali ha addotto ad una trasformazione del testo scritto e delle sue modalità di lettura, oltre al mutamento del rapporto che si ha con le proprie emozioni. L’avvenimento ha carattere globale, perché riguarda non solamente la persona, l’educatore o il formatore, ma interessa in primis la scuola nella sua complessità. Un’intelligenza emotiva che si aggiorna nell’era dell’e-book, le possibilità per riflettere, ipotizzare ma anche intervenire sul prodotto informatico con competenza tecnologica, tenendo presente lo stato attuale dell’arte. Read more

Sep
12

di Emanuela Bramati
Scuola Primaria “Molino Vecchio”, Gorgonzola (MI)
sito di classe: quintamolino.altervista.org/
Blog: www.didainformaticaprimaria.blogscuola.it

e di Marinella Molinari
Scuola Primaria “Eugenio Medea”, Varese
Blog: www.didainformaticaprimaria.blogscuola.it

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PoliCultura è un’iniziativa del Politecnico di Milano che si pone l’obiettivo di dimostrare come il connubio tra cultura e tecnologia sia possibile e auspicabile.
PoliCultura è innanzitutto un’occasione didattica, in quanto propone la realizzazione di una narrazione multimediale e multicanale su un tema culturale. La narrazione viene realizzata mediante il motore “1001storia”, uno strumento autore messo a disposizione gratuitamente dal Politecnico di Milano, in grado di generare automaticamente una versione per CD-rom, una versione Web e una per iPod. Read more

Sep
12

di Maurizio Châtel
docente e responsabile scientifico area umanistica BBN editrice
Blog: Insegnare stanca…

[intervento nella tavola rotonda moderata da Maria Grazia Fiore]

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Ho già avuto modo di scrivere come la penso sulla circolare Gelmini per l’adozione obbligatoria dei testi digitali dall’anno scolastico 2012. Vorrei ora fare un passo avanti e riflettere sulle reali difficoltà dell’applicazione di quell’insensato ukase. Parlavo allora di una totale carenza di preparazione strutturale, finanziaria e culturale, da parte del ministero, capace di rendere operativa una riforma che non sarebbe esagerato definire epocale. La digitalizzazione dei testi non è infatti un fenomeno riducibile alla semplice trasformazione del testo cartaceo in PDF, ma questo sembra essere il tipo di aspettativa che l’ufficio della Gelmini sottintende nella sua decisione. Read more

Sep
12

di Annalisa Cichella
Biblioteca Civica di Cologno Monzese (MI)

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Come fare entrare l’ebook in biblioteca dalla porta principale? Come diffondere la consapevolezza di una nuova pratica della lettura? Come armonizzare il patrimonio su carta di una biblioteca civica con quello elettronico? Quali utenti privilegiare? Come affrontare la partita dei diritti d’autore? Sono alcuni degli interrogativi che ci siamo posti insieme ai colleghi G. Cattaneo, M. Cortesini, L. Cumino, L. Ferrieri, C. Giavoni, nell’elaborare il progetto che abbiamo chiamato Books eBooks. Read more

Sep
12

di Marco Guastavigna
IIS Beccari, Torino
www.noiosito.it

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Dei “libri digitali” a scuola non si discute. Gli insegnanti hanno altre priorità, tra cui quest’anno si colloca anche una pseudo riforma delle superiori. Le case editrici tradizionali hanno messo in campo diverse tipologie di versione “mista” dei libri di testo: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”, direbbe il principe di Salina.
Poiché per gli strumenti digitali implementano ormai veri e propri modelli di rapporto con le informazioni e con le conoscenze, è bene che noi insegnanti ne confrontiamo le caratteristiche operative, cognitive e culturali con quelle della tradizione, per essere parte attiva di un eventuale, futuribile, dibattito. Read more

Sep
12

di Rosa Pastore
docente
Istituto Marco Polo, Bari

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Il percorso di evoluzione del formato ebook in Italia è stato molto lento e ha tardato a divenire uno standard come altri media culturali forse perché associato al valore della “lettura” dei libri, ambito in cui l’Italia ha purtroppo i più bassi indici in Europa. Da qualche anno la domanda di ebook è aumentata con l’aumentare dei dispositivi di lettura ma soprattutto con la diminuzione del loro prezzo e il potenziamento con altre funzioni non presenti sui vecchi dispositivi.

Nella scuola, finalmente, arrivano gli ebook ma non per i lettori tipici ma per l’uso integrato nella didattica con il pc e la Lim. Mai nel passato si è parlato per 30 anni di un dispositivo come l’ebook reader senza che questo si integrasse in realtà con gli altri media in circolazione, difatti è difficile trovare scuole o Università in Italia che abbiano adottato questo dispositivo come strumento di apprendimento mentre è stato più facile adottare pc sempre più piccoli e lavagne interattive. E allora, come hanno reagito gli studenti a questo new entry nel panorama delle tecnologie per la didattica? Read more

Sep
11

di Erika Ena
Erid Lab, Università degli Studi di Foggia

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L’utilizzo delle tecnologie in classe comporta una serie di cambiamenti in merito alle metodologie didattiche, agli stili di apprendimento, ai contesti e alla creazione di un setting adeguato.
La realizzazione di questo processo richiede l’acquisizione di una competenza non strettamente connessa all’utilizzo di tecnologie ma “una consapevolezza, un’ attitudine ed un’abilità degli individui di utilizzare in modo appropriato gli strumenti e le opportunità digitali per identificare, accedere, gestire, integrare, valutare, analizzare e sintetizzare risorse digitali, costruire nuove conoscenze, creare media e comunicare con gli altri, in
contesti specifici delle vita reale, per dar vita ad azioni costruttive e riflettere attorno al
processo” (Martin, 2005). Read more

Sep
11

di Gian Marco Malagoli
Referente per le tecnologie didattiche dell’USR XII (Modena)
www.faresapere.it
editore: www.guaraldi.it

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Questo testo si pone due obiettivi: il primo come riferimento per i docenti di ogni ordine e grado all’utilizzo della LIM (lavagna interattiva multimediale), senza cadere nel manuale tecnico, ma con l’intento di fornire un supporto all’utilizzo didattico, immediato, di questo importante strumento che ha soprattutto il pregio di spostare l’azione didattica del docente non più o solo rivolta alla realizzazione di prodotti per l’apprendimento, ma all’analisi/osservazione dei processi sottesi all’azione didattica stessa. In questo cambiamento la LIM gioca un ruolo importante perché permette di utilizzare tutti i media a disposizione ed in particolare porta in classe Internet come strumento per la didattica. Un’occasione che consente al docente di sfruttare linguaggi e strumenti tipici e condivisibili con i ragazzi/alunni. Read more

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