Sep
12

di Virginio B. Sala
Università di Firenze
www.viacartesio.eu

[intervento nella tavola rotonda moderata da Maria Cecilia Averame]

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C’è molta preoccupazione per il tema della “conversione”, a quanto pare. Ma non penso che sia davvero la cosa importante.
Intanto, bisogna ricordare sempre che la realtà in cui ci troviamo a operare è in movimento: un anno fa non parlavamo neanche di iPad, oggi è già diventato una specie di oggetto di culto, chissà cosa ci riserva il prossimo anno… Solo qualche anno fa la parola d’ordine era “disintermediazione”, oggi vediamo riproporsi potentemente la figura del distributore, che ha solo cambiato pelle. Non bisogna concentrarsi troppo su quello che c’è oggi, bisogna invece tenere un atteggiamento il più aperto possibile.
Ci sono alcune cose, invece, che mi sembrano molto importanti, e di cui invece si parla poco o nulla. Read more

Sep
12

di Maria Cecilia Averame (moderatrice della tavola rotonda)
Resp. Editoriale di Quintadicopertina
www.quintadicopertina.com

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Una tavola rotonda per cui è stato scelto un titolo un pò escatologico: d’altronde la terminologia ad uso della descrizione e della partecipazione digitale spesso prende in prestito radici bibiliche. Parliamo di salvataggio, di conversione, di second life contrapposta alla real life, esperti in materia si propongono come ‘eretici digitali’… Così per il web, ancor più per l’editoria digitale: possibile che ci si ritrovi così spesso a parlarne come se si dovesse affrontare un ‘atto di fede’? Read more

Sep
11

di Alessandro Vigiani (moderatore della tavola rotonda)
Università Cattolica di Milano

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È noto che il quadro normativo concernente i requisiti dei libri di testo e le modalità della loro adozione da parte delle scuole è mutato in maniera sostanziale per effetto dell’art. 15 della legge 133/08 e dell’art. 5 della legge 169/08. Tuttavia la nuova disciplina sui libri di testo, che avrebbe potuto preludere a una radicale svolta della produzione editoriale verso soluzioni digitali innovative, non sembra al momento aver determinato discontinuità rilevanti nel panorama dell’editoria scolastica italiana. Ciò, com’è ovvio, non significa che le case editrici non si siano attrezzate per ottemperare agli obblighi del dettato legislativo, ma che lo hanno fatto accelerando tendenze evolutive già in atto piuttosto che ripensando a fondo la struttura, la funzione e i contenuti del prodotto editoriale per la scuola. Read more

Sep
11

di Nicola Cavalli
Ledizioni, LEDIpublishing

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Per print on demand si intende, letteralmente, stampa su richiesta. La richiesta, tipicamente, proviene da un cliente interessato all’acquisto del libro che viene stampato solo a seguito di uno specifico ordine. In realtà il significato del print on demand è un poco più ampio: per print on demand si intende un servizio distributivo diverso dal tradizionale, nel senso che alla stampa su richiesta vengono associati tutti i servizi di evasione dell’ordine che proviene da un cliente, non solo la stampa, quindi, ma anche il processo di spedizione direttamente al cliente finale o all’intermediario (libreria, distributore o grossista) che ha ricevuto l’ordine dal suo cliente. Perché un servizio di print on demand funzioni correttamente, oltre alle infrastrutture di stampa idonee, deve esserci anche una “digital warehouse”, un magazzino elettronico, dal quale sia possibile trarre il file da stampare poi attraverso la stampa digitale, appunto. Read more

Sep
10

di Francesco Cerchio e Guglielmo Gasparini
Aziende: La Stampa e CSI Piemonte

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L’obiettivo dell’iniziativa è quello di istituire la Biblioteca Digitale dell’Informazione Giornalistica (BDIG)
per valorizzare, conservare e mettere a disposizione del pubblico la copia digitale del materiale archivistico del Centro di Documentazione della società editrice La Stampa. Read more

Sep
10

di Mario Guaraldi
Guaraldi Editore

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Non amo powerpoint, lavorare per slogan concettuali visualizzati su template omologanti non mi piace. Non ho una natura “sistematica”, sono banalmente un visionario.

Per questo – e non per narcisismo – ritengo più utile, oggi, con voi, fare un po’ di autobiografia: per verificare quante e come le miei “visioni” degli ultimi 12/15 anni si siano concretizzate. E da questa verifica prendere spunto per orientarci nell’attuale Far Web, che rappresenta la fase della trasformazione digitale dell’editoria che stiamo attraversando con le nostre rispettive carovane. Read more

Sep
10

di Simone Bedetti
Area 51 Publishing

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Ma gli editori sognano pecore elettriche?

“Ci si chiederà se davvero in questo mondo tutto proceda così a rovescio da dover essere continuamente capovolto.”
(Robert Musil, L’uomo senza qualità)

Dall’editore digitale ci si attende sempre qualcosa di tecnologicamente innovativo. Deve sorprendere, trasformare, produrre soluzioni a getto continuo, esercitare ogni forma di sforzo psichico e pensiero laterale per sviare dai canoni, anticipare rivoluzioni, prevedere futuri anteriori. Non bastano competenza sui formati, aggiornamento costante, attenzione ai dettagli – quel che una volta si chiamava un buon artigianato. Per gli editori tradizionali è fin troppo, per lui è solo questo. Read more

Sep
10

di Edoardo Barbieri
Direttore del Master in Professione Editoria dell’Università Cattolica di Milano

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Sono un esperto di libri antichi, forse uno studioso dell’editoria contemporanea, ma solo un osservatore di quella elettronica.
Intendo proporre nuove idee per tentare di capire quali elementi di continuità esistano tra mondo del libro cartaceo e mondo del libro elettronico.

1) CONTINUITA’
Un tempo si sottolineava la rottura tra il mondo del manoscritto e quello di Gutenberg.
Vero, si passa da una produzione strettamente manuale e di singoli manufatti a una parzialmente meccanica (ma artigianale) di multipli tendenzialmente uguali fra loro.
Si può però anche osservare che Gutenberg inventò una nuova tecnica per produrre in più copie oggetti in tutto simili ai manoscritti. Voleva cioè produrre manoscritti meccanici, se si può dire.
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